Vanoli e la Fiorentina davanti al baratro: “Non abbiamo nulla da perdere, voglio impegno”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte europea che attende la Fiorentina, quella che si giocherà domani sera al “Franchi” con fischio d’inizio alle 21, ha il sapore amaro di un dentro o fuori che lascia poco spazio all’illusione. La squadra guidata da Vanoli, lo si capisce dalle sue stesse parole in conferenza stampa, si presenta all’appuntamento con il peso schiacciante di un passivo pesantissimo, quel 3-0 incassato all’andata a Selhurst Park che di fatto ha già consegnato il Crystal Palace alla semifinale di Conference League. Eppure, nell’angolo più remoto dello spogliatoio viola, qualcosa si rifiuta di arrendersi.

L’impresa possibile solo sulla carta e la lezione del primo round

Per ribaltare un risultato del genere, serve molto più di una prestazione perfetta: occorre una concatenazione quasi miracolosa di eventi, una di quelle serate in cui ogni rimpallo diventa favorevole e ogni conclusione finisce all’incrocio. L’andata, va detto senza giri di parole, ha messo in luce un divario netto tra le due squadre, con gli inglesi capaci di gestire il gioco e colpire con cinismo. Vanoli, però, sembra aver scelto una strada diversa rispetto alla rassegnazione: “Non abbiamo nulla da perdere”, ha ripetuto, quasi a voler trasformare l’evidenza di uno svantaggio schiacciante in una sorta di libertà mentale. Quello che chiede ai suoi, a sentire l’allenatore, non è un miracolo ma due cose precise: impegno e voglia di calcio.

L’infermeria piena e l’unico rientro che non basta

A complicare ulteriormente il quadro, già di per sé fosco, ci si mette la solita, estenuante lista degli assenti. La Fiorentina deve fare i conti con un’infermeria che non accenna a svuotarsi: solo Parisi, tra i convocati, è pronto per il ritorno. Kean, lo si legge nei resoconti della rifinitura, non sarà in campo, e ad aggiungersi ai forfait sono altri due elementi i cui nomi non sono stati specificati ma che pesano come macigni negli equilibri. Persino Dodò, va detto, non si è allenato alla vigilia. Un quadro di forze ridotte all’osso che rende l’impresa ancora più ardua, se possibile.

I numeri dei bookmaker e una leggera fiducia di cortesia

Curiosamente, e forse con un pizzico di scaramanzia o di strategia commerciale, le prime analisi delle quote raccontano una Fiorentina leggermente favorita sulla carta: la vittoria dei padroni di casa è proposta intorno a 2.55, mentre il successo degli inglesi viaggia sopra 2.70. Numeri che dicono poco o nulla sul campo, ma che restituiscono l’idea di un pronostico comunque apertissimo. Il Crystal Palace, con un piede e mezzo in semifinale, potrà permettersi di attendere e ripartire in contropiede, mentre i viola sono chiamati a scoprirsi per forza, rischiando il colpo del ko. La serata al Franchi, insomma, si preannuncia complicata e affascinante nella stessa misura: affascinante proprio perché così improbabile.

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