Torino-Sassuolo, le scelte di D’Aversa e Grosso: Marianucci titolare, Berardi in panchina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Allo stadio Olimpico Grande Torino, dove il calcio d’inizio è fissato per le 20.45, i granata di Roberto D’Aversa si preparano ad affrontare il Sassuolo di Fabio Grosso in un anticipo che, a dispetto della posizione di metà classifica occupata da entrambe le formazioni, offre comunque spunti tattici interessanti per analizzare le gerarchie interne in vista dell’ultimo rush stagionale. Reduce dalla sconfitta esterna maturata sul campo dell’Udinese – ko che ha interrotto un filotto di risultati utili comunque positivo – il tecnico del Torino ha optato per un assetto offensivo deciso, schierando il giovane Njie al fianco di Simeone con Vlasic a supporto sulla trequarti. L’attenzione, tuttavia, si concentra principalmente sul reparto arretrato, dove spicca la presenza dal primo minuto di Marianucci; il difensore, infatti, compone il terzetto di difesa assieme a Coco ed Ebosse, scelti da D’Aversa per garantire solidità davanti a Paleari, partito titolare tra i pali.

Le scelte a centrocampo e la novità Prati

A centrocampo, dove D’Aversa ha cercato di dosare le energie senza snaturare l’identità della squadra, la vera novità è rappresentata dall’inserimento di Prati in cabina di regia, accanto a Gineitis; i due, protetti sulle fasce da Lazaro e Obrador, avranno il compito di alimentare il gioco e spezzare il ritmo impostato dalla linea mediana del Sassuolo. Non è mancata, nel prepartita, la curiosità relativa all’esclusione di alcuni elementi che avevano trovato spazio nelle ultime uscite, ma l’allenatore – come spesso accade in questo finale di campionato – ha preferito ruotare la rosa per valutare le alternative in vista della prossima stagione. La presenza contemporanea di giocatori come Casadei e Ilkhan in panca, del resto, testimonia una volontà precisa di gestire il minutaggio senza perdere competitività.

Il rebus Sassuolo e la panchina “pesante” di Berardi

Se il Torino punta a ritrovare la vittoria che manca da tre giornate – due pareggi e una sconfitta il bilancio dell’ultimo periodo – il Sassuolo arriva all’appuntamento forte di due successi consecutivi e di un entusiasmo ritrovato dopo la salvezza ampiamente archiviata. E proprio qui si inserisce la decisione più sorprendente della serata, quella che riguarda Domenico Berardi: l’attaccante, bandiera e uomo simbolo dei neroverdi, è stato relegato in panchina da Grosso che, almeno inizialmente, ha preferito schierare il tridente Volpato-Pinamonti-Laurienté. Una scelta, quest’ultima, che non sembra legata a ragioni disciplinari ma piuttosto a una valutazione fisica dello stato di forma del giocatore (Berardi non sarebbe al meglio dopo l’impegno contro il Milan), anche se non si esclude una logica di turnover in un match che, al netto della posta in palio, serve al tecnico per testare soluzioni alternative. A completare il quadro difensivo del Sassuolo, Grosso ha schierato Muric tra i pali con una linea a quattro composta da Coulibaly, Walukiewicz, Muharemovic e Doig; una retroguardia leggermente rimaneggiata rispetto alle scelte delle ultime settimane, con Lipani a dettare i tempi a centrocampo affiancato da Matic e Thorstvedt.

Valenza statistica e gestione dell’organico

In attesa del fischio d’inizio che darà il via a un confronto sostanzialmente privo di pressioni classificate – sia i granata che i neroverdi navigano in quella zona di classifica che allontana qualsiasi rischio o ambizione europea -4 – l’interesse si concentra piuttosto sulle scelte di formazione e sulla loro capacità di incidere sull’economia della partita. Per il Torino, che non vince da tre giornate, l’occasione è ghiotta per interrompere il digiuno davanti al proprio pubblico, mentre per il Sassuolo – reduce da un pareggio e due vittorie – si tratta di confermare l’ottimo momento di forma. Grosso, dal canto suo, potrà contare in corsa su elementi di peso come lo stesso Berardi e Koné, lasciati precauzionalmente in panca, pronti a subentrare qualora l’equilibrio dovesse protrarsi oltre la mezz’ora di gioco. I presupposti, insomma, ci sono per una sfida tattica piuttosto che spettacolare, ma la presenza di interpreti di qualità su entrambi i fronti – basti pensare a Vlasic per i padroni di casa – potrebbe regalare sprazzi di buon calcio nonostante la stanchezza di fine stagione.

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