Il passo falso pubblicitario che divide il Brasile
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Redazione Esteri
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Un messaggio apparentemente innocuo, un invito a "non iniziare il 2026 con il piede destro" ma a farlo "con entrambi i piedi", ha scatenato un putiferio politico capace di travolgere uno dei simboli più riconoscibili del Paese. La celebre marca di infradito Havaianas, i cui sandali colorati sono indossati da decine di milioni di persone in tutto il mondo, si è ritrovata al centro di una tempesta mediatica e di un appello al boicottaggio lanciato dalle frange più agguerrite della destra bolsonarista. Il pretesto è stato lo spot stagionale, pubblicato poco prima del Natale, in cui l'attrice Fernanda Torres, storico volto del marchio, pronuncia quella frase di circostanza che molti, nella fazione avversa al governo di Lula, hanno interpretato come un attacco velato e un vero e proprio auspicio di sconfitta elettorale.
Il significato politico del "piede destro"
La reazione, che a un osservatore esterno potrebbe apparire sproporzionata, affonda le sue radici in un simbolismo politico ben radicato nel linguaggio e nella cultura popolare brasiliana. Nella tradizione della destra, soprattutto in quella più recente legata all’ex presidente Jair Bolsonaro, il "piede destro" è diventato un’espressione gergale per indicare l’elettorato conservatore, una sorta di identificativo di appartenenza. Pertanto, l’invito a non iniziare l’anno, che coincide con l’avvio della campagna per le presidenziali, con quel piede, è stato letto come una dichiarazione di guerra camuffata da augurio benevolo. La scelta della testimonial, poi, considerata vicina agli ambienti progressisti, non ha fatto che alimentare il sospetto di un’operazione ideologica, trasformando una campagna di marketing in un caso nazionale.
La reazione a catena e la difesa del marchio
La polemica, divampata sui social network con la rapidità tipica di questi tempi, ha immediatamente varcato i confini del dibattito virtuale. Diversi esponenti politici di spicco dell'opposizione hanno preso pubblicamente posizione, esortando i sostenitori a non acquistare più i prodotti Havaianas, accusando l'azienda di schierarsi e di usare la sua influenza per interferire nel processo democratico. Il marchio, dal canto suo, ha difeso la pubblicità come un semplice messaggio di ottimismo e di equilibrio, privo di qualsiasi connotazione politica, ribadendo il suo legame con tutti i brasiliani senza distinzione. Tuttavia, la spiegazione non è bastata a placare gli animi, rivelando quanto il tessuto sociale sia ancora lacerato e pronto a incendiarsi su qualsiasi terreno, persino quello dell’abbigliamento informale.
Oltre la ciabatta: un paese polarizzato
Questo episodio, per quanto surreale, illumina con crudezza la profondità della frattura che attraversa il Brasile, dove persino un oggetto di uso quotidiano e di unità nazionale può diventare, in un attimo, un vessillo di divisione. La vicenda dimostra come la polarizzazione abbia saturato ogni spazio della vita pubblica e privata, rendendo impossibile qualsiasi gesto neutrale e trasformando ogni comunicazione in un possibile campo di battaglia. Mentre la sinistra al governo ha per lo più osservato la controversia senza intervenire direttamente, la destra ha colto l'occasione per mobilitare la sua base, consolidando un'identità di opposizione che trova nemici anche nei messaggi più banali. La sfida per il paese, ora, è capire se riuscirà a camminare con entrambi i piedi verso il futuro, o se continuerà a zoppicare, prigioniero di divisioni che trasformano tutto, persino una ciabatta, in un'arma politica.




