Aumento del consumo di antibiotici in Italia nel 2023
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Nel 2023, il consumo di antibiotici in Italia ha registrato un incremento del 6,4%, nonostante i ripetuti appelli a un uso responsabile per contrastare l'antibiotico-resistenza. Secondo il rapporto OsMed dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), circa il 40% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico, con il Sud del Paese che ha registrato i tassi più alti, raggiungendo il 44,8% contro il 30,9% del Nord. Questo aumento solleva interrogativi sull'appropriatezza delle prescrizioni e sui rischi connessi.
Parallelamente, il consumo di farmaci generici ha subito un lieve incremento, ma l'Italia rimane ancora terz'ultima in Europa. I farmaci a brevetto scaduto hanno costituito il 73,6% della spesa e l'86,7% dei consumi in regime di assistenza convenzionata di classe A. La quota percentuale dei farmaci equivalenti, esclusi quelli che hanno goduto di copertura brevettuale, ha rappresentato il 22,8% della spesa e il 31,2% dei consumi.
Inoltre, il rapporto OsMed evidenzia che, nell'ultimo anno, i consumi di farmaci sono aumentati, con gli italiani che utilizzano in media due medicine al giorno. Il principale nemico comune resta la febbre con annessi dolori, spiegando così i 405 milioni di euro spesi nel 2023 per il paracetamolo, soprattutto tra Tachipirina ed Efferalgan.
L'attenzione particolare rivolta agli antibiotici è giustificata dall'aumento della spesa del 5,8% nel 2023, toccando i 822,6 milioni di euro.




