Disordini derby: dal Viminale stop alle trasferte per tifosi di Lazio e Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo gli scontri che hanno insanguinato il derby capitolino del 14 aprile, il Viminale ha deciso di inasprire le misure contro le tifoserie di Lazio e Roma: niente trasferte per i prossimi tre match. La scelta, motivata da ragioni di ordine pubblico, arriva a seguito di una giornata segnata da violenze tra frange ultras, con episodi di tensione non solo nei pressi dello Stadio Olimpico ma anche in altre zone sensibili della città.

Gli scontri, scoppiati a Ponte Milvio e nelle vicinanze dell’impianto sportivo, hanno lasciato un bilancio pesante: ventiquattro agenti feriti e sette arresti, sei dei quali già convalidati dal gip di piazzale Clodio. Due tifosi finiranno in carcere, mentre altri quattro sono stati relegati agli arresti domiciliari. Le indagini, ancora in corso, potrebbero portare a ulteriori sviluppi, considerata la mole di materiale video e testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine.

Intanto, il governo annuncia provvedimenti più ampi: le partite serate, spesso considerate a rischio per l’ordine pubblico, potrebbero essere ridotte o eliminate. Tra gli incontri sotto osservazione c’è anche Fiorentina-Juventus, inserita in una sorta di "black list" stilata dal ministero dell’Interno. "Non possiamo permettere che episodi come quelli di Roma si ripetano", ha dichiarato il ministro Matteo Piantedosi, confermando una linea dura verso chi trasforma il calcio in un pretesto per violenze.

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