Risiko bancario, il piano occupazionale di Intesa e il nodo dei prepensionamenti in Mps
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Redazione Economia
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Nel pieno del risiko bancario che sta ridisegnando la geografia del credito italiano, il tema dell'occupazione emerge con prepotenza dai documenti depositati nelle scorse settimane. Intesa Sanpaolo, presentando l'offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi di euro sul Monte dei Paschi di Siena, ha indicato un programma complessivo di 13.100 assunzioni, un numero che comprende sia il piano industriale già in essere sia gli ingressi legati all'operazione stessa. A fronte di ciò, la banca guidata da Carlo Messina ha quantificato in 6.800 le uscite volontarie aggiuntive connesse all'aggregazione, cui si sommano le 6.800 già programmate nel piano 2026-2029.
La composizione delle nuove entrate previste da Intesa Sanpaolo offre più di uno spunto di riflessione. Delle circa 6.800 assunzioni legate specificamente al ricambio connesso all'operazione sul Monte, ben 2.700 dovrebbero riguardare la figura dei Global Advisor, professionisti che il gruppo torinese sta ponendo al centro del proprio modello distributivo e di consulenza.
Il meccanismo delineato segue il principio della sostituzione uno a uno: per ogni dipendente che lascia volontariamente il perimetro, è prevista una nuova assunzione, con l'obiettivo dichiarato di ringiovanire gli organici e, al tempo stesso, modificare la composizione professionale della rete. L'intero processo dovrà comunque essere disciplinato attraverso uno specifico accordo vincolante con le organizzazioni sindacali, come precisato nelle risposte fornite agli azionisti in vista dell'assemblea straordinaria dello scorso 10 settembre.
Sul fronte opposto, Monte dei Paschi di Siena non è rimasta a guardare. Nella risposta di 15 pagine inviata alla Consob, la banca guidata da Luigi Lovaglio ha illustrato i numeri del progetto di integrazione con Banco Bpm, un'operazione che prevede fino a 5.000 uscite attraverso prepensionamenti volontari, principalmente nelle strutture centrali e di coordinamento commerciale. L'obiettivo è ottenere risparmi sul personale stimati fino a circa 400 milioni di euro.
A compensare parzialmente questo taglio, Siena prevede un programma di nuovi inserimenti indicativamente nel rapporto di una assunzione ogni due uscite, per un totale di circa 2.500 nuovi ingressi. Il piano indica inoltre la possibile cessione di un numero di sportelli compreso tra 57 e 115 per rispondere alle richieste dell'Antitrust.
Le cifre circolate in queste settimane si inseriscono in un quadro occupazionale che ha già subito profonde trasformazioni. Secondo un'elaborazione della Fabi sui dati della Banca Centrale Europea, dal 2010 al 2025 il settore bancario italiano ha perso circa 63.000 lavoratori, passando da 321.000 a poco meno di 258.000 dipendenti, una contrazione vicina al 20%. Nello stesso arco temporale, gli sportelli presenti sul territorio nazionale sono scesi da oltre 33.000 a poco più di 19.000, con una riduzione del 43%.
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