«Non mi sento un supereroe»: Gabriele Galal e gli altri 27 Alfieri della Repubblica premiati da Mattarella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notizia, per lui, è stata letteralmente incredibile. Gabriele Galal, diciottenne romano di Tor Bella Monaca, ha ricevuto l’attestato di Alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, un riconoscimento che – ammette con sincerità – non si sentiva affatto di meritare, quasi come se il suo impegno quotidiano, una routine fatta di ore spese per gli altri, non fosse niente di eccezionale. «Per un attimo non ci ho creduto», racconta il giovane, il cui percorso di volontariato è iniziato prestissimo: a quattordici anni è entrato nella Croce Rossa Italiana, affiancando a questa esperienza quella maturata nel gruppo scout del suo quartiere, l’associazione Fse Roma 3. La sua vita, una “normale” vita da studente, si è così intrecciata con le fragilità della sua città, da Termini a Tor Bella Monaca, dove ha imparato che servire chi non ha una casa, o distribuire pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà, è un gesto che andrebbe dato per scontato, non certo celebrato con un'onorificenza.

Un mosaico di giovani e la scommessa del Quirinale contro i luoghi comuni

Il Capo dello Stato, contrariamente a quanto spesso si sente dire riguardo a una generazione descritta come apatica o “sdraiata”, ha voluto puntare i riflettori su una realtà ben diversa, scegliendo complessivamente 28 ragazzi premiati nell’edizione 2025 del riconoscimento. Il tema scelto quest’anno – “Sperimentare e comunicare la solidarietà” – serve proprio a ribaltare lo stereotipo degli adolescenti distanti dall’impegno sociale, raccontando invece un mosaico composito di giovani volontari, scrittori e studenti che, come si legge nella nota ufficiale del Quirinale, hanno trasformato fragilità personali o difficoltà altrui in punti di forza collettivi. Non si tratta, quindi, di un semplice premio alla bravura scolastica o sportiva, ma di una valorizzazione di quei gesti quotidiani, spesso silenziosi, che costruiscono una società più inclusiva: chi si prende cura di un compagno con disabilità, chi soccorre durante un’emergenza ambientale o chi, come nel caso di Gabriele, sceglie la prima linea dell’assistenza ai senza fissa dimora.

Dalla penisola sorrentina l’innovazione che combatte lo spreco

Lo stesso spirito, seppur declinato in chiave tecnologica, anima altri due giovanissimi orgogli della penisola sorrentina, i diciottenni Matteo Morvillo e Amedeo Valestra, premiati a loro volta nella stessa tornata. Loro, studenti dell’istituto polispecialistico San Paolo di Sorrento (uno informatico, l’altro dell’indirizzo enogastronomico), hanno unito le rispettive competenze per dare vita a “Cucinalo”, un’applicazione mobile che merita attenzione non tanto per la sua natura digitale, quanto per la sua finalità sociale. L’obiettivo dell’app, che ha ottenuto l’onorificenza al merito, è ridurre lo spreco alimentare domestico: fotografando gli ingredienti disponibili in dispensa, il software suggerisce ricette possibili, trasformando un’abitudine quotidiana in un atto di responsabilità ambientale. I due ragazzi, come ha sottolineato Il Mattino che per primo raccontò la loro storia, rappresentano perfettamente l’idea che l’innovazione e l’altruismo possano camminare di pari passo, lontani anni luce dal cliché del giovane attaccato allo smartphone solo per svago.

Dettaglio delle onorificenze e il profilo dei premiati

L’analisi dei profili dei premiati, tra cui spiccano anche i nomi di Noa Thuy Bertuccioli (volontaria Cri come Galal) e del giovanissimo Inerio Vacca, un quindicenne sardo premiato per aver salvato un amico in mare con prontezza e lucidità, rivela un filo conduttore ben preciso voluto dal Colle. Si tratta di storie in cui l’atto eroico, talvolta, si mescola con la resilienza personale o con l’inclusione scolastica: ci sono le classi che hanno imparato la lingua dei segni o il Braille per accogliere un compagno, così come ci sono ragazzi che hanno offerto supporto psicologico o logistico durante le alluvioni, come Francesco Correale, altro giovane premiato. In tutti questi casi, l’attestato di Alfiere della Repubblica funge da specchio per una società che, attraverso la lente di questi ragazzi, prova a raccontare un’Italia diversa da quella delle cronache politiche o economiche. Gabriele Galal, tornando alla sua esperienza alla Stazione Termini, non si sente un supereroe, ma la scelta del presidente Mattarella di premiare proprio questi 28 profili – tutti under 20 che hanno fatto del bene comune una missione ordinaria – suggerisce che forse, per il futuro del Paese, lo siano eccome.

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