Jorge Martin domina la sprint di Le Mans, Marquez ko all’ultimo giro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È bastato il tempo di percorrere i pochi metri che separano l’ottavo posto dalla prima curva per capire che questa volta nessuno avrebbe potuto fermarlo. Jorge Martin, al via della sprint del Gran Premio di Francia 2026, ha firmato quella che, probabilmente, è la sua miglior partenza da quando corre in top class; una scelta di traiettoria chirurgica, forse anche leggermente azzardata se si considera il muro di piloti che aveva davanti, gli ha permesso di infilarsi sul rettilineo e di presentarsi già in testa alla frenata della prima chicane. Da quel momento, il pilota dell’Aprilia ha semplicemente smesso di guardarsi indietro, gestendo il vantaggio con la sicurezza di chi, in questa particolare formula del sabato, si sente a casa. La vittoria – la diciottesima in carriera nelle gare brevi – lo proietta definitivamente nella storia di questa specialità, visto che il successo gli consente di scavalcare proprio colui che, ironicamento, è finito a terra nelle fasi conclusive della corsa.

L’attacco lampo e il controllo totale

Mentre il resto dello schieramento sembrava ancora alle prese con il calcolo delle traiettorie ideali, Martin aveva già risolto l’equazione. Il sorpasso ai danni di Francesco Bagnaia, partito dalla pole, è avvenuto senza nemmeno dare il tempo al pubblico transalpino di assestarsi sugli spalti. Una manovra pulita, ma decisa, che ha costretto il piemontese della Ducati a rivedere immediatamente i propri piani. Alle spalle dei due, a completare un terzetto di lusso, si è inserito Marco Bezzecchi; il compagno di squadra di Martin, nonché attuale leader del mondiale, ha tentato di resistere ai ritmi imposti dal muro spagnolo, ma già a metà gara il divario appariva incolmabile. Bagnaia, dopo aver subìto il colpo iniziale, ha dovuto mettersi a caccia del secondo posto, riuscendo nell’impresa di superare Bezzecchi e di consolidare una prestazione che, sebbene priva della vittoria, restituisce un pizzico di fiducia all’ambiente Ducati. Per Bezzecchi, il terzo posto rappresenta comunque un bottino prezioso: lo scarto in classifica nei confronti di Martin si è ridotto a otto punti, vista anche l’ottima prova del compagno di marca, ma la leadership iridata rimane saldamente nelle sue mani.

La rimonta di Quartararo e la classifica che si infiamma

Osservando la zona immediatamente retrostante il podio, si nota una rimonta degna di nota. Fabio Quartararo, partito più indietro, ha saputo confezionare una bella rimonta che lo ha portato al quinto posto finale; un risultato, questo, che per il francese suona come una piccola rivincita personale in un periodo decisamente complicato per la Yamaha. Prima di lui, a completare la top five, si è piazzato il solito Pedro Acosta, sempre più a suo agio con la KTM ufficiale. Appena fuori dalla zona calda, Joan Mir ha portato a casa punti importanti per la Honda, dimostrando una condizione di guida in crescendo, mentre la lotta per la zona punti si è infiammata alle loro spalle con Ai Ogura, Alex Marquez e Diogo Moreira capaci di tenere un ritmo costante. Per la cronaca, va segnalato anche il passo indietro di Fabio Di Giannantonio, autore di un errore che lo ha costretto al ritiro, così come le cadute senza conseguenze fisiche per Luca Marini e Franco Morbidelli.

L’incubo di Marc Marquez: alta velocità e una moto a pezzi

Se la domenica fosse iniziata sabato, per Marc Marquez sarebbe già un fine settimana da dimenticare. Lo spagnolo, che sulla carta doveva essere uno dei protagonisti assoluti del fine settimana transalpino, ha vissuto una sprint race da incubo. Dopo una partenza non esaltante che lo ha visto scivolare verso il fondo della top ten, Marquez ha tentato una disperata rimonta nel tentativo di limitare i danni. A tradirlo, però, è stato l’eccessivo carico sull'anteriore nel corso del giro conclusivo. La dinamica dell’incidente è parsa chiara sin dalle prime immagini: un violento high side lo ha sbalzato in aria, mentre la sua Ducati ufficiale è andata distrutta contro le barriere. Il boato della folla ha accompagnato i secondi di apnea successivi, subito placati dalla vista del pilota che si rialzava sotto lo sguardo dei commissari di pista. Un episodio, questo, che riassume perfettamente un avvio di campionato dove la sfortuna e gli errori non hanno mai dato tregua al campione. Nell’immediato, il ritiro gli costa punti pesanti in classifica; sul lungo periodo, l’ennesima botta rimediata dal fisico potrebbe complicare la gestione della gara di domenica, anche se le prime dichiarazioni provenienti dal paddock non lasciano presagire strascichi clinici rilevanti.

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