Johan Eliasch e le Olimpiadi: una celebrazione in arrivo tra entusiasmi e distacchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il presidente della Federazione Internazionale Sci, Johan Eliasch, guarda alla stagione agonistica che ci attende definendola, senza mezzi termini, "una celebrazione degli sport invernali". Dopo le gare di Sölden, Eliasch ha posto l'accento su come ogni evento di Coppa del Mondo, ogni prestazione atletica e ogni vicenda sportiva che si dipanerà nei prossimi mesi contribuirà a costruire il percorso verso i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Un viaggio, il suo, descritto come straordinario, che troverà il proprio apice in quelli che egli stesso indica come "alcuni dei suoi scenari più iconici", pronti a mostrarsi al mondo intero. Le sue riflessioni, che abbracciano anche la prossima decisione del Comitato Olimpico Internazionale sul futuro del movimento a cinque cerchi oltre il 2026, delimitano così un orizzonte carico di aspettative per un evento globale che si preannuncia come un vero e proprio palcoscenico.

Un sentimento che stenta a diffondersi

Se l'ottimismo della FIS appare palpabile, lo stesso non si può affermare per la percezione che circonda l'evento man mano che ci si allontana dai centri principali. Come riportato dal Corriere delle Alpi, il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, ha ragione da vendere quando evidenzia un calo di interesse proporzionale alla distanza dalla "core zone" di Cortina d'Ampezzo. Le sue parole, che fotografano una realtà di valli che dialogano poco e di un capoluogo, Belluno, percepito come incapace di svolgere un ruolo di guida coesa, descrivono un sentimento collettivo che fatica ad accendersi nonostante la imminenza della kermesse. È questo, in definitiva, il quadro di un entusiasmo che non riesce a fare breccia in modo uniforme, lasciando scoperte ampie porzioni del territorio provinciale.

La leadership consolidata e le assenze significative

A confermare il divario percepito giunge una analisi oggettiva, quella sulla classifica delle prime venticinque destinazioni invernali nazionali. In essa, Cortina d'Ampezzo conferma la sua leadership indiscussa, un primato che, tuttavia, si trasforma in un dato isolato se si osserva il resto della provincia bellunese. Nessun'altra località, infatti, riesce a inserirsi in quella speciale graduatoria, un'assenza che viene certificata dall'Osservatorio sul turismo curato da un noto istituto. Questa circostanza, che sarà ulteriormente approfondita in uno studio sulle migrazioni verso le terre alte in uscita a metà mese a firma del docente di sociologia Andrea Mambretti, sembra sottolineare una concentrazione di benefici e di attenzioni che non riesce a propagarsi efficacemente.

Il conto alla rovescia e la sfida lombarda

Mentre in alcune aree il coinvolgimento appare più tenue, il conto alla rovescia prosegue inesorabile, con la Lombardia che, a meno di cento giorni dall'inizio, si prepara a vivere quello che viene definito il più grande evento sportivo mai ospitato nella regione. L'approccio regionale, come dichiarato, vede Milano-Cortina 2026 non come un semplice appuntamento agonistico, bensì come una sfida voluta per dimostrare una concreta capacità di unire competenze diverse, territori eterogenei e valori comuni. Una prova, questa, che intende mostrare al mondo un modello di organizzazione e di concretezza, puntando a trasformare l'evento in un volano di visibilità internazionale, in netto contrasto con le perplessità che emergono da altri fronti.

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