Tulsi Gabbard lascia gli 007 Usa: le tensioni con Trump dietro le dimissioni
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Redazione Esteri
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Tulsi Gabbard si è dimessa dalla guida dell’Intelligence nazionale americana, l’organismo che coordina le 18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti, e lascerà ufficialmente l’incarico il 30 giugno. L’ex deputata hawaiana ha comunicato la decisione attraverso una lettera inviata a Donald Trump, spiegando di voler assistere il marito Abraham, al quale è stata diagnosticata una forma estremamente rara di tumore osseo. La notizia ha avuto immediata eco negli Stati Uniti anche per il ruolo strategico ricoperto da Gabbard all’interno dell’apparato della sicurezza nazionale americana e per le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sul rapporto con la Casa Bianca.
Nella comunicazione indirizzata al presidente americano, Tulsi Gabbard ha indicato motivazioni strettamente personali. “A mio marito Abraham è stata recentemente diagnosticata una forma estremamente rara di cancro alle ossa. Devo sostenerlo pienamente in questa battaglia”, ha scritto nella lettera con cui ha formalizzato le dimissioni dalla National Intelligence. Secondo quanto riportato da Fox, Gabbard avrebbe informato Donald Trump durante un incontro nello Studio Ovale avvenuto venerdì scorso, anticipando così la decisione poi resa pubblica attraverso la nota ufficiale.
Le indiscrezioni sul rapporto con la Casa Bianca
Accanto alla versione ufficiale legata alle condizioni di salute del marito, nelle ultime ore diversi media statunitensi hanno collegato l’uscita di scena di Tulsi Gabbard anche a tensioni interne con l’amministrazione Trump. Alcune ricostruzioni parlano infatti di una dirigente “accompagnata all’uscita” dalla Casa Bianca, alimentando le ipotesi di un deterioramento dei rapporti politici. I riferimenti alle difficoltà interne sono emersi insieme alle notizie sull’aumento dell’opposizione al conflitto e sulle divergenze maturate attorno alla gestione delle questioni internazionali e dell’intelligence.
Le indiscrezioni non modificano però il contenuto della lettera inviata al presidente, nella quale Gabbard ha ribadito esclusivamente le ragioni familiari della propria scelta. La direttrice della National Intelligence aveva il compito di coordinare le 18 agenzie dell’intelligence americana, un ruolo centrale nel sistema di sicurezza degli Stati Uniti. Le sue dimissioni rappresentano quindi un passaggio rilevante anche per gli equilibri interni dell’amministrazione americana, che perde un’altra figura di primo piano.
Il ruolo di Tulsi Gabbard nell’intelligence americana
Alla guida della National Intelligence, Tulsi Gabbard era il punto di raccordo tra le diverse strutture dell’intelligence statunitense. La sua uscita arriva in un momento delicato per la politica americana e per i rapporti interni alla Casa Bianca. L’annuncio è stato diffuso mentre continuavano a circolare indiscrezioni sulle dinamiche politiche legate all’amministrazione Trump, elemento che ha contribuito ad aumentare l’attenzione attorno alle dimissioni.
La decisione diventerà effettiva il 30 giugno e chiuderà l’esperienza di Gabbard alla guida dell’organismo che supervisiona gli apparati informativi statunitensi. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica oltre che personale, soprattutto dopo le ricostruzioni pubblicate da parte della stampa americana sulle possibili pressioni della Casa Bianca. Resta invece confermato, nella versione ufficiale fornita dalla stessa ex direttrice, il riferimento alla necessità di seguire il marito Abraham durante le cure contro la rara forma di cancro osseo diagnosticata nelle ultime settimane.




