Sarri e la Lazio, un ritorno dettato dal cuore ma con l’ambizione di crescere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Maurizio Sarri non nasconde l’emozione nel raccontare il suo ritorno alla Lazio, un legame che definisce «di affetto» più che di calcolo. «Tornare è come tornare a casa», confessa il tecnico toscano, che dopo un anno di lontananza ha scelto di riabbracciare un progetto e una piazza che sente ancora suoi. Quella con i biancocelesti, ammette, non è una scelta dettata dalla convenienza – «non è furbo ripartire da dove sono arrivato secondo» – ma dalla volontà di ritrovare un ambiente che lo ha sempre sostenuto.

Tra una sigaretta e l’altra, durante un clinic a Castiglione della Pescaia, Sarri delinea già le priorità per la nuova stagione. L’obiettivo è chiaro: l’Europa, senza accontentarsi. «Voglio riportare entusiasmo e lottare per traguardi importanti», afferma, lasciando intendere che il mercato sarà cruciale per colmare le lacune della squadra. Senza entrare nei dettagli sui singoli giocatori, il tecnico lascia trapelare qualche valutazione: definisce Tavares «anarchico», mentre su Guendouzi parla di un contagioso «carattere da leader».

Non manca un accenno al derby con la Roma e alla sfida con Gasperini, un duello che appassiona i tifosi e che Sarri vive con la stessa competitività di sempre. Ma al di là delle rivalità, ciò che emerge è la voglia di ricostruire un’identità di gioco, dopo una stagione altalenante. La ripartenza ufficiale è fissata per il 10 luglio a Formello, ma l’allenatore – già sudato in campo nonostante il caldo estivo – dimostra di non voler perdere tempo.

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