I "Volenterosi" di Macron e Starmer e il dilemma europeo sulla guerra in Ucraina

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Di Riccardo Renzi mentre il conflitto ucraino entra in una fase sempre più critica, la cosiddetta "Coalizione dei volenterosi", guidata da Emmanuel Macron e Keir Starmer, dimostra quanto l’Europa sia divisa e incapace di trovare una linea comune. Sebbene l’unico punto d’intesa finora raggiunto sia il rafforzamento delle sanzioni alla Russia, queste ultime – oltre a rivelarsi inefficaci – rischiano di produrre effetti contrari, soprattutto ora che gli Stati Uniti, con Donald Trump alla Casa Bianca, sembrano voler ridimensionare il proprio impegno.

Le parole del presidente francese, che ha definito il lavoro dell’Ue "accessorio", non fanno che confermare una realtà scomoda: Bruxelles e Londra seguono l’iniziativa americana senza poter incidere realmente sugli sviluppi. L’unica proposta concreta emersa dall’ultimo vertice è quella di schierare una "forza di rassicurazione" in Ucraina, con l’obiettivo di dissuadere ulteriori offensive russe. Un piano ambizioso, che però solleva più interrogativi che certezze, data la complessità delle relazioni con Mosca e l’imprevedibilità di Washington.

La strategia franco-britannica punta a creare un nuovo equilibrio di potere, svincolandosi dalla dipendenza dagli Stati Uniti. Missioni difensive avanzate e un dispiegamento militare mirato dovrebbero garantire maggiore stabilità, ma le incognite restano numerose. Non è chiaro, ad esempio, come verrà gestita l’inevitabile escalation con il Cremlino, né quali saranno le conseguenze di un’eventuale partecipazione diretta di truppe occidentali al conflitto.

Il fatto che a guidare questa iniziativa siano Macron e Starmer, e non la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, segna un ulteriore passo verso il declino dell’Unione Europea come attore geopolitico unitario. Durante l’incontro di Parigi, a cui hanno partecipato trenta leader, è emersa ancora una volta l’incapacità di Bruxelles di agire con una voce sola quando la posta in gioco è alta. Mentre si discute di misure marginali, come i regolamenti su farine insetti o imballaggi, Francia e Regno Unito fanno valere il loro peso militare, compreso l’arsenale nucleare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.