Ferrari a due facce a Barcellona: tra passo-gara promettente e dubbi sull'ala

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima giornata di prove libere del Gran Premio di Spagna ha confermato quanto la nuova direttiva tecnica sulla flessibilità delle ali anteriori, la TD018, stia costringendo i team a ricalibrare le proprie scelte. Tra sperimentazioni con flow viz, aggiustamenti sulle rigidezze e continui compromessi tra carico aerodinamico e stabilità, la pista di Montmeló si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto. E in questo contesto, la Ferrari ha mostrato un volto inedito: da una parte, i dati di telemetria lasciano intravedere un potenziale competitivo in gara; dall’altra, però, alcuni dettagli tecnici – come l’ala anteriore, che riprende un concetto già adottato dalla Mercedes – sollevano interrogativi sulla direzione intrapresa da Maranello.

Christian Horner, pur senza sbilanciarsi troppo, ha definito il cambiamento "sottile ma significativo", sottolineando come ogni squadra stia ancora cercando di interpretarne gli effetti. "Stabilire l’impatto netto sui tempi è complicato", ha ammesso il team principal della Red Bull, che ha però evitato di commentare le voci su un suo eventuale approdo in Ferrari. Intanto, sulla SF-25 spicca anche un’altra novità: un’ala posteriore con un profilo più carico, frutto di studi di micro-aerodinamica. Una scelta che, se da un lato punta a migliorare la tenuta in curva, dall’altro potrebbe penalizzare la velocità massima, tradizionale punto di forza della vettura rossa.

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