Canet sfrutta la penalità di Branch e si prende la prima tappa del Dakar

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quarantottesima edizione del rally Dakar, che si disputa per il settimo anno consecutivo in Arabia Saudita, ha visto oggi il suo primo vero atto competitivo dopo il prologo di ieri. Sulla pista che ha disegnato un anello di 518 chilometri intorno alla città di Yanbu, affacciata sul Mar Rosso, si sono messi in luce, tra le moto, i piloti più veloci e quelli costretti a fare i conti con errori e penalità. Il tracciato, che ha riservato un settore speciale di 305 chilometri tecnico e insidioso, ha infatti messo subito alla prova equipaggi e mezzi, regalando sorprese e ribaltamenti di fronte già dalle prime battute della maratona nel deserto.

La vittoria arriva dopo il controllo

A tagliare per primo il traguardo virtuale della cronometrata era stato il botswano Ross Branch, il quale aveva dimostrato un ritmo superbo sin dall’inizio. Tuttavia, la sua prestazione è stata successivamente vanificata da una penalità di sei minuti, inflitta dagli steward per aver superato i limiti di velocità consentiti nelle zone di controllo. Una sanzione che lo ha fatto scivolare in settima posizione nella classifica di tappa, a quasi cinque minuti dalla vetta, consegnando di fatto la leadership a chi era giunto subito dopo di lui. La vittoria, quindi, è passata di mano e si è diretta verso lo spagnolo Edgar Canet, il quale, in sella alla sua KTM, ha chiuso la speciale con il tempo più veloce tra coloro che non avevano commesso infrazioni.

Il talento cristallino del più giovane di sempre

Canet, che già ieri si era segnalato nel prologo, ha così firmato il suo secondo successo in due giorni, confermandosi come uno degli outsider più pericolosi di questa edizione. Il pilota iberico, che detiene il record di essere il più giovane di sempre ad aver vinto una tappa della Dakar nella categoria moto, ha gestito con freddezza l’intera prova, mantenendo un ritmo elevato e costante. Alle sue spalle si è piazzato il compagno di marca Daniel Sanders, staccato di poco più di un minuto, a dimostrazione di quanto il team KTM abbia iniziato il rally con il piede giusto. Mentre alcuni hanno faticato, loro hanno trovato subito la giusta sintonia con un percorso che non concede sconti.

Loeb e la caccia al trofeo mancante

Tra le quattro ruote, l’attenzione si concentra inevitabilmente su Sébastien Loeb, alla sua decima partecipazione alla corsa che ancora gli manca nel palmarès. Il francese, nove volte campione del mondo rally, ha più volte sfiorato il successo finale in questa competizione e arriva da una serie di vittorie convincenti nella seconda parte del campionato mondiale rally raid, incluso l’ultimo appuntamento in Marocco. La sua esperienza e la velocità che continua a esprimere lo candidano, ancora una volta, a essere un pretendente al Titolo, in una strategia che, come ha dichiarato, si basa sull’affrontare con meticolosa concentrazione una tappa alla volta, senza guardare troppo lontano.

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