Concorso Pnrr 3, in Piemonte undicimila precari per tremila cattedre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È partita, tra tensioni e aspettative, la macchina selettiva del concorso Pnrr 3, che vede una massa imponente di aspiranti docenti contendersi un numero di posti significativamente inferiore alle attese. In Piemonte, per fare un esempio emblematico, sono oltre undicimila i candidati che ambiscono a uno dei 3.378 ruoli banditi tra gli istituti di tutta la regione, un dato che fotografa con crudezza lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro nella scuola. Se per la scuola dell’infanzia e per la primaria le probabilità appaiono migliori, considerando che passa di ruolo circa un maestro su due grazie ai 1.520 posti disponibili per 2.428 aspiranti, la competizione si fa ben più ardua per i professori della secondaria, i quali si trovano a dover fronteggiare un rapporto di selezione notevolmente più severo. Le prove, cominciate ufficialmente il 27 novembre per l'infanzia e la primaria, mentre per la secondaria di primo e secondo grado sono calendarizzate per i primi giorni di dicembre, rappresentano soltanto il primo, decisivo scoglio da superare.

Le modalità di svolgimento della prova scritta

Le operazioni di identificazione, regolate da un rigido protocollo, hanno inizio alle ore 8:00 per il turno mattutino – con la prova in programma dalle 9:00 alle 10:40 – e alle 13:30 per quello pomeridiano, che prevede lo svolgimento dell’esame tra le 14:30 e le 16:10. L’accesso alla fase orale, obiettivo primario di ciascun candidato, è subordinato al raggiungimento di un punteggio minimo di 70 punti nella prova scritta, una soglia che separa in modo netto chi potrà continuare la corsa da chi, invece, ne sarà escluso. La valutazione dello scritto, la cui struttura è definita negli avvisi ministeriali, tiene conto di diversi parametri, dalla padronanza dei contenuti disciplinari alla capacità di elaborazione critica, fino alla correttezza formale ed espositiva.

L'avvio non privo di intoppi tecnici

La giornata inaugurale delle prove scritte per gli oltre 45mila aspiranti maestri di tutta Italia non è trascorsa, tuttavia, senza intoppi. La piattaforma informatizzata designata per lo svolgimento degli esami ha mostrato segni di sofferenza, registrando problemi di sovraffollamento che in alcuni casi hanno reso difficoltoso l’avvio regolare della procedura. Questa criticità, sebbene non abbia pregiudicato lo svolgimento generale del concorso, ha aggiunto un ulteriore elemento di ansia per i candidati, già sottoposti a una pressione psicologica notevole per l’importanza della posta in gioco. L’obiettivo dichiarato del ministero dell’Istruzione, che attraverso questo bando intende completare le 70mila assunzioni previste con i fondi europei, è quello di accelerare le procedure e garantire l’ingresso in ruolo dei vincitori a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

Il quadro regionale: il caso della Liguria

Un dinamismo simile a quello piemontese si riscontra in altre regioni, come la Liguria, dove i candidati complessivi – dall’infanzia fino alla secondaria di secondo grado – sono 2.727 per 1.219 posti di ruolo. Anche in questo contesto territoriale, le situazioni presentano disparità evidenti tra i diversi gradi di istruzione, creando di fatto percorsi di accesso all’insegnamento più o meno impervi a seconda della disciplina o dell’ordine scolastico. La selezione, che procede secondo il calendario nazionale, rimane dunque l’unica via per molti di coloro che, dopo anni di precariato, sperano di vedere riconosciuta la propria professionalità con un contratto a tempo indeterminato.

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