Sinner racconta l’infortunio: «Voglio una carriera lunga»

Sinner racconta l’infortunio: «Voglio una carriera lunga»
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Redazione Sport Redazione Sport   -   «Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere: quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti». Jannik Sinner affronta così il periodo lontano dal tennis agonistico, segnato dal problema al ginocchio destro, in un’intervista al magazine U di Repubblica. Il campione altoatesino parla della necessità di rispettare i tempi del recupero e della volontà di proteggere la propria carriera, senza forzare il rientro. L’obiettivo è tornare a giocare, ma anche riuscire a mantenersi competitivo nel lungo periodo, evitando che la ricerca di risultati immediati prevalga sulla salute fisica.

Il valore della pazienza dopo lo stop

Nel racconto del tennista, la pazienza è diventata la parola chiave di questi mesi. La lontananza dai tornei gli ha imposto di modificare le abitudini quotidiane e di confrontarsi con una condizione diversa da quella a cui è abituato un atleta che vive tra allenamenti, partite e spostamenti. «Se la domanda è cosa ho scoperto di nuovo in questo periodo lontano dai tornei, la risposta è niente, ma senza annoiarmi», spiega, descrivendo una fase nella quale ha potuto dedicarsi anche alle proprie passioni. Non si tratta, dunque, soltanto di aspettare che il ginocchio recuperi: lo stop richiede di accettare i limiti fisici e di affidarsi alle indicazioni degli specialisti.

La scelta di non accelerare i tempi è legata alla prospettiva di una carriera che possa durare a lungo. Per un giocatore abituato a competere ai massimi livelli, fermarsi significa rinunciare temporaneamente alla possibilità di inseguire nuovi titoli, ma anche evitare di sottovalutare un problema fisico. L’intervista mette in evidenza proprio questo aspetto: il recupero non può essere affrontato esclusivamente con la determinazione che serve in campo, perché il dolore e i tempi biologici non rispondono alla volontà dell’atleta. Sinner insiste sulla necessità di riconoscere il momento in cui bisogna fermarsi, anziché considerare ogni pausa come un ostacolo da superare a tutti i costi.

Il ricordo doloroso dell’addio a casa

Nel corso dell’intervista emerge anche una dimensione personale, legata ai sacrifici compiuti durante la crescita sportiva. Tra i ricordi che il campione vorrebbe poter cancellare c’è il momento in cui, a tredici anni, lasciò casa per inseguire il proprio percorso nel tennis. La separazione rappresentò un passaggio difficile, lontano dall’immagine pubblica del professionista abituato a vincere e a gestire la pressione delle grandi competizioni. Il riferimento a quell’esperienza mostra quanto la carriera sia stata costruita anche attraverso rinunce e momenti di sofferenza, non soltanto grazie ai risultati ottenuti sul campo. Il racconto dell’infortunio si intreccia così con quello di una crescita personale iniziata molto presto.

Il ritorno al Six Kings Slam di Riad

Il programma agonistico prevede il ritorno al Six Kings Slam in Arabia Saudita, riprogrammato per la fine di dicembre dopo il rinvio dell’edizione inizialmente prevista in ottobre. La manifestazione è un torneo-esibizione, non una competizione ufficiale del circuito ATP, e rappresenta per l’azzurro l’occasione di riprendere a giocare prima dell’avvio della nuova stagione. Il cambio di calendario ha modificato anche le prospettive del suo rientro: dopo aver annunciato l’intenzione di non disputare altri tornei nel 2026 per concentrarsi sul recupero, Sinner ha potuto inserire nuovamente l’evento nel programma. La decisione sul ritorno si colloca nel percorso di gestione del ginocchio, con l’attenzione rivolta alla condizione fisica.

La manifestazione saudita riunisce alcuni dei principali protagonisti del tennis internazionale, tra cui Carlos Alcaraz, Novak Djokovic, Alexander Zverev, Taylor Fritz e Alex de Minaur. Sinner ha vinto le precedenti due edizioni, superando Alcaraz in entrambe le finali. Il torneo era stato rinviato per ragioni di sicurezza legate alla situazione nella regione, dopo un attacco all’aeroporto internazionale di Riad che ha provocato vittime. La nuova collocazione in calendario consente all’organizzazione di recuperare l’appuntamento in un periodo diverso da quello originariamente previsto, mentre per il tennista italiano il rientro resta legato alla necessità di rispettare le indicazioni mediche.

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