L'ex arbitro De Marco a Open Var: "A San Siro due errori, ma il gol di Pulisic era buono"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'analisi tecnica dell'ex arbitro Andrea De Marco, ospite fisso del programma Open Var su Dazn, ha gettato luce sulle numerose decisioni arbitrali che hanno animato il dibattito dopo la quindicesima giornata di Serie A, concentrandosi in particolare sul match tra Milan e Sassuolo, incontro dalle tinte frizzanti e ricco di episodi controversi. Proprio la partita disputata allo stadio San Siro, infatti, è finita sotto la lente degli esperti per due situazioni diametralmente opposte che hanno visto protagonista la squadra di casa, da una parte, e i neroverdi dall'altra, in un susseguirsi di giudizi che De Marco – scelto dalla Figc per curare i rapporti istituzionali con i club di massima e seconda serie – ha distillato con puntualità, sottolineando come l'operato del direttore di gara, alla sua prima esperienza in un simile palcoscenico, non sia stato esente da imperfezioni.

La rete annullata a Pulisic: un intervento non valutabile dal VAR

Il primo e più discusso episodio, quello che ha portato all'annullamento del gol del milanista Christian Pulisic, è stato giudicato erroneo dall'ex fischietto, il quale ha spiegato, con frasi tecniche e subordinate che articolano il concetto, come la decisione dell'arbitro Crezzini di punire una presunta spinta di Loftus-Cheek sia ricaduta in un'area grigia del regolamento. Poiché il giudizio sull'intensità del contatto, considerato dal direttore di gara come un fallo da punire, è stato un mero apprezzamento di fatto – ha chiarito De Marco –, gli uomini in sala VAR non hanno avuto la possibilità di richiamare l'arbitro per una revisione, lasciando quindi inevitabilmente in piedi una decisione che, a suo avviso, andava invece ribaltata sul campo convalidando la rete, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito per le sorti della partita stessa.

Il rigore negato al Sassuolo: una chiamata corretta

Diversa, invece, la valutazione fornita per l'altro momento caldo della sfida, quando il Sassuolo ha reclamato con forza un calcio di rigore per un contatto in area tra Pavlovic e Cheddira nel finale di gara. In questo frangente, l'analisi condotta nel corso della trasmissione ha assolto tanto l'arbitro in campo quanto i suoi collaboratori in sala video, definendoli "bravi" per non aver concesso la punizione massima. La scelta del direttore di gara, che aveva valutato il contatto come non sufficiente per far cadere l'attaccante, è stata infatti convalidata dal VAR, il quale, dopo un rapido check, non ha rilevato elementi per suggerire un'ulteriore revisione, chiudendo così la questione in modo definitivo e lasciando alcuni insoddisfatti, come spesso accade in simili circostanze.

Il contesto più ampio: altri casi dalla giornata

L'approfondimento settimanale non si è limitato, ovviamente, al solo match di San Siro, ma ha spaziato tra altri incontri, toccando per esempio l'espulsione di Zaccagni nella partita tra Parma e Lazio, giudicata corretta, e il non intervento dell'arbitro per un tocco di mano di Simeone in area di rigore durante Torino-Cremonese. Questi episodi, ciascuno con le proprie peculiarità, contribuiscono a comporre un mosaico complesso, dove la tecnologia – pur essendo uno strumento prezioso – deve fare i conti con l'interpretazione umana e con quei margini di apprezzamento soggettivo che restano, nonostante tutto, parte integrante e ineliminabile del gioco del calcio, suscitando ogni volta un vivace confronto tra addetti ai lavori e tifosi.

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