Pjanic e l'operazione Alajbegovic: "La Juve batte offerte più ricche, scelta di cuore e di testa"
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Redazione Sport
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C'è una regia silenziosa, quasi nascosta, dietro il colpo a sorpresa messo a segno dalla Juventus sul mercato. Quella di Miralem Pjanic, ex centrocampista bosniaco, che ha convinto il giovanissimo connazionale Kerim Alajbegovic a scegliere Torino nonostante le corti ben più facoltose di mezza Europa. Il classe 2006 ha detto sì ai bianconeri, preferendo il progetto tecnico alle lusinghe economiche di club come Chelsea, Atalanta, Fiorentina, Milan, Napoli e Roma, tutte pronte a scucire cifre considerevoli per assicurarsi il suo cartellino.
E in questo affare, il ruolo dell'ex numero 5 è stato tutt'altro che marginale, anche se lui stesso prova a sminuirlo con la consueta eleganza.
L'ammissione di Pjanic: "Non sono un agente, solo un amico"
Miralem Pjanic ha raccontato i retroscena di questa trattativa, chiarendo subito la natura del suo coinvolgimento. "Sono solo amico di Kerim e della sua famiglia, non sono un agente e non ho fatto nulla di speciale", ha dichiarato il bosniaco, che attualmente gioca in Russia ma mantiene un legame fortissimo con il club che lo ha lanciato in Italia. "Mi sono limitato a esprimere la mia opinione con sincerità, dicendogli cosa pensavo della Juventus e di cosa significhi indossare quella maglia". Parole che però hanno fatto la differenza, considerando il peso specifico di chi le pronuncia.
Pjanic è stato uno dei migliori registi del campionato italiano e conosce perfettamente l'ambiente bianconero, le pressioni, le aspettative ma anche la vetrina internazionale che il club di Torino può offrire a un talento in erba. "Bravi i dirigenti della Juventus a convincere un ragazzo che aveva molte richieste, anche più ricche", ha aggiunto, elogiando il lavoro di Cristiano Giuntoli e dell'area tecnica.
Perché Alajbegovic ha scelto la Juventus: maturità e progetto
A stupire, in questa vicenda, è la lucidità di un ragazzo che ha appena compiuto 18 anni. "Kerim è un ragazzo più maturo della sua età e ha alle spalle una famiglia per bene", ha sottolineato Pjanic, tracciando un profilo lontano dagli stereotipi del calciatore preda del primo assegno a zero. Alajbegovic ha ascoltato le sirene della Premier League e le proposte economiche decisamente più sostanziose del Chelsea, ha valutato le alternative italiane (l'Atalanta su tutte, con la sua tradizione nel valorizzare i giovani), ma alla fine ha puntato sulla Juventus.
Una scelta che Pjanic definisce "di testa e di cuore", dettata dalla volontà di crescere in un contesto esigente ma protetto. Il paragone con Paulo Dybala, evocato da alcuni ambienti vicini alla società, non è casuale: anche l'argentino arrivò giovanissimo con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento, e Alajbegovic sembra avere la stessa freddezza sotto porta e la stessa precisione nel tiro da fuori che caratterizzavano l'ex Joya.
L'esterno bosniaco, che può giocare su entrambe le fasce o alle spalle della punta, ha già mostrato numeri interessanti nelle giovanili del Malmö e della nazionale Under 19, attirando l'attenzione degli osservatori di mezza Europa.
Il fattore Spalletti, Yildiz e il futuro bianconero
C'è poi un altro elemento che ha giocato a favore della Juventus, ed è il progetto tecnico legato al nome di Luciano Spalletti. L'allenatore, reduce dall'esperienza azzurra, ha già dimostrato in passato di saper valorizzare i giovani e di costruire squadre competitive basate sul gioco. Alajbegovic, secondo quanto filtrato, avrebbe apprezzato la chiarezza del tecnico toscano riguardo al suo utilizzo e al percorso di crescita previsto. Ma c'è un altro giovane talento che potrebbe fare da traino per il bosniaco, ed è Kenan Yildiz.
Il turco, classe 2005, è già una realtà della prima squadra e la sua esplosione rappresenta un esempio concreto per chi arriva. La possibilità di formare una coppia d'attacco giovane, dinamica e internazionale ha entusiasmato Alajbegovic, che vede in Yildiz un compagno di reparto ideale per gli anni a venire. Pjanic, interpellato su questo possibile sodalizio, non ha nascosto il suo ottimismo: "Spero diventi il nuovo Dybala", ha chiosato, riferendosi non solo alle qualità tecniche del connazionale ma anche alla capacità di incidere in un campionato difficile come la Serie A.
L'ex centrocampista conosce bene le insidie del calcio italiano e sa che la Juventus rappresenta un trampolino di lancio straordinario, ma anche un ambiente dove la pazienza è merce rara.
Un investimento a lungo termine per la Juventus
Per la Juventus, Alajbegovic non è solo un colpo di mercato, ma un investimento strategico in ottica futura. La società, che negli ultimi anni ha puntato molto sul ringiovanimento della rosa, vede in lui un profilo da valorizzare con calma, magari con un iniziale inserimento in primavera o con qualche apparizione in prima squadra. L'operazione si inserisce in un quadro più ampio di rinnovamento, che ha già portato a Torino giocatori come Francisco Conceição e Samuel Mbangula.
L'idea è quella di creare un blocco di talenti under 23 che possano crescere insieme e garantire alla Juve un ciclo duraturo. La concorrenza battuta, dal Chelsea al Napoli, conferma che il mercato dei giovani è sempre più competitivo e che la capacità di attrarre prospetti senza offrire per forza l'ingaggio più alto è un segnale di credibilità. Pjanic, con la sua regia a centrocampo prima e fuori dal campo oggi, ha dato un contributo determinante. Un assist diverso dai soliti, come li ha definiti lui stesso, ma che potrebbe valere come il più importante della sua carriera post-agonistica.
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