Caldo record e bollino rosso in 19 città, l’estate italiana non dà tregua
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Redazione Interno
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L’afa non accenna a mollare la presa, anzi: il fine settimana che ci attende si preannuncia come uno dei più roventi dell’intera estate, con il termometro destinato a superare abbondantemente la soglia dei 40 gradi in molteplici città italiane. Mentre il ministero della Salute ha diramato il consueto bollettino sulle ondate di calore, è la Pianura Padana a fare i conti con gli effetti più preoccupanti di questa quarta ondata di caldo africano, che dal mese di maggio sta mettendo a dura prova il Paese.
Da Piacenza a Firenze, passando per le grandi metropoli del Nord, le condizioni meteo non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche, con il codice rosso che ormai rappresenta la norma in ben diciannove capoluoghi di provincia.
Bollino rosso e temperature percepite fino a 44 gradi
Secondo l’ultimo aggiornamento del sistema di allarme del ministero della Salute, domani saranno ben diciannove le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta che segnala condizioni di rischio elevato per l’intera popolazione. L’elenco comprende Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. A queste si aggiungono cinque città con bollino arancione, a testimonianza di un quadro climatico che ha ormai assunto i contorni di un’emergenza diffusa.
Il dato che preoccupa maggiormente gli esperti, però, è la temperatura percepita: a Piacenza, dove sabato si toccheranno probabilmente i 40 gradi effettivi, l’umidità farà schizzare la percezione del caldo fino a 44 gradi, un valore che rende l’aria pesante e quasi irrespirabile, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
È la combinazione letale tra calore e tasso di vapore acqueo a rendere questi giorni particolarmente insidiosi per anziani, bambini e persone con patologie preesistenti, e le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica all’aperto nelle fasce orarie più critiche.
La quarta ondata di calore da maggio, un’estate senza precedenti
Quella in corso è ormai la quarta ondata di calore significativa dall’inizio della stagione estiva, un dato che molti osservatori hanno definito senza precedenti per la sua persistenza e per l’intensità delle temperature registrate. Fin dal mese di maggio, le masse d’aria di origine africana hanno interessato il bacino del Mediterraneo con frequenza e violenza crescenti, causando un prolungato stato di siccità che si riflette in modo drammatico sul livello dei grandi fiumi.
Il Po, in particolare, è tornato a soffrire come non accadeva da tempo, con le sue acque ridotte ai minimi storici in molti tratti del suo corso, alimentando le preoccupazioni per l’agricoltura e per l’approvvigionamento idrico nelle aree più densamente popolate della valle padana. A Firenze, dopo il codice arancione emanato per la giornata di ieri, è stato confermato il codice rosso per oggi, con temperature percepite che raggiungono agevolmente i 40 gradi.
La situazione appare quindi in peggioramento, e non si intravede ancora una data certa per l’arrivo di un cambiamento significativo, anche se alcuni modelli previsionali accennano a un possibile e graduale cedimento dell’anticiclone africano solo dopo i primi giorni di agosto.
Tra siccità e incendi, il doppio volto della fine di luglio
Oltre al disagio fisico provocato dall’afa e dal caldo record, la fine di luglio sta mettendo in luce anche l’altro volto, più drammatico, di questa crisi climatica: la siccità che prosciuga i bacini idrici e alimenta il rischio di incendi boschivi, già innescatisi in diverse regioni negli ultimi giorni, con danni ingenti a patrimonio naturalistico e abitazioni.
Le partenze per le vacanze di agosto, intanto, hanno già cominciato a congestionare le autostrade, e per oggi è stato previsto il primo bollino nero della stagione estiva, segnale di un traffico destinato a diventare intensissimo sulle principali arterie di collegamento verso le località turistiche. È proprio questo il paradosso di un’Italia che si divide tra chi fugge dal caldo delle città per raggiungere il mare o la montagna e chi invece, per necessità o per scelta, resta a fare i conti con un clima che sembra essersi impennato verso livelli di calore inediti.
Il quadro, insomma, è quello di un Paese che subisce sulla propria pelle gli effetti di un’estate sempre più estrema, tra bollettini sanitari da allarme rosso, termometri impazziti e un’emergenza idrica che non accenna a risolversi. Le autorità locali e regionali hanno attivato i piani di emergenza per la protezione delle categorie più fragili, mentre la Protezione Civile mantiene alta la vigilanza sul fronte degli incendi, con sorvoli aerei e pattugliamenti a terra in tutte le aree a maggiore rischio.
Le città del bollino rosso e l’allerta per il fine settimana
L’elenco delle città interessate dal livello massimo di allerta, che come detto comprende ben diciannove capoluoghi, è destinato a rimanere invariato almeno fino a domani, quando il ministero della Salute provvederà a un nuovo aggiornamento del bollettino. Le raccomandazioni rivolte alla cittadinanza sono sempre le stesse, ma ribadite con forza in queste ore: bere molta acqua, evitare alcolici e bevande zuccherate, rimanere in ambienti climatizzati il più possibile, non uscire nelle ore più calde e prestare attenzione ai sintomi di colpi di calore o di disidratazione.
Le strutture sanitarie, in particolare nei grandi centri urbani come Roma, Milano e Napoli, si stanno organizzando per far fronte a un eventuale incremento delle richieste di soccorso legate alle ondate di calore, mentre molte amministrazioni comunali hanno attivato numeri verdi e servizi di assistenza domiciliare per gli anziani che vivono da soli. Nel frattempo, il Po continua a far registrare livelli critici lungo tutto il suo corso, con il bacino padano che rimane sotto stretta osservazione per le ripercussioni sul settore agricolo, già messo in ginocchio dalla mancanza di piogge.
La fine di luglio si conferma così un crocevia climatico di straordinaria rilevanza, destinato a lasciare il segno in un’estate che passerà alla storia per il suo calore inesorabile e per la sfida che lancia al sistema Paese.
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