Il calvario infinito di Milik: lesione alla coscia destra e stagione già archiviata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Doveva essere la coda di una rinascita, quel rientro timido eppure carico di speranza contro il Sassuolo, ma si è trasformato nell’ennesimo capitolo di una saga tormentata. Arkadiusz Milik, l’attaccante polacco che la Juventus aveva ritrovato dopo un’assenza lunga un anno e mezzo, si è fermato di nuovo. Il responso, arrivato nella mattinata di mercoledì 15 aprile dopo gli accertamenti al J|medical, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra, un infortunio muscolare che lo costringerà a uno stop di almeno quattro o cinque settimane. Di fatto, per lui la stagione è già finita, chiusa in anticipo da un fisico che continua a tradirlo nonostante la volontà ferrea di rimettersi in gioco.

L’illusione dei minuti ritrovati

Il rientro in campo, avvenuto dopo un calvario iniziato con la rottura del menisco nel giugno del 2024, era sembrato un piccolo miracolo. Lo avevamo visto per undici minuti contro il Sassuolo – sfiorando persino il gol di testa – e per ventitré minuti contro il Genoa, un totale misero di trentaquattro minuti che rappresentavano però una vittoria personale dopo mesi di buio. Quella luce in fondo al tunnel, però, si è rivelata essere un fuoco fatuo. L’infortunio, maturato durante una sessione di allenamento martedì 14 aprile, riporta indietro le lancette dell’orologio, spegnendo sul nascere qualsiasi progetto tecnico legato al suo utilizzo nel rush finale della Serie A.

L’analisi del referto medico e l’emergenza in attacco

Nel comunicato ufficiale, la società bianconera ha specificato che tra circa dieci giorni saranno effettuati nuovi controlli per definire con esattezza i tempi di recupero, ma la diagnosi è già sufficientemente chiara. Una lesione di medio grado, infatti, non si risolve in pochi giorni e i tempi biologici per la riparazione del bicipite femorale sono incompatibili con le giornate rimanenti prima della fine del campionato. Luciano Spalletti, che nel frattempo deve preparare la sfida contro il Bologna valida per la trentatreesima giornata, si ritrova così con un reparto offensivo decimato. Senza Milik e con Vlahovic ancora ai box, la lista delle opzioni si restringe drasticamente a Jonathan David e Lois Openda. Una vera e propria emergenza per l’allenatore, costretto a rimescolare le carte in un momento decisivo per la corsa all'Europa.

Un calvario senza fine tra sala operatoria e riabilitazione

La storia di Milik negli ultimi due anni è un susseguirsi di ripartenze fallite e ricadute dolorose. Il grave infortunio al ginocchio patito con la Nazionale polacca nell’estate del 2024 aveva dato il via a una spirale negativa, complicata poi da problemi muscolari a catena che ne hanno minato la resistenza fisica. Anche il lungo stop, che lo ha tenuto lontano dai campi per oltre seicento giorni, non è bastato a scongiurare l’ennesima tegola. La lesione attuale, localizzata nella zona posteriore della coscia, rappresenta la conferma di una fragilità strutturale che rischia di compromettere pesantemente il prosieguo della sua carriera in maglia bianconera. Quello che sembrava un recupero gestito con pazienza si è rivelato, ancora una volta, un castello di carte crollato sotto il peso di un muscolo che non ha retto all’impatto del rientro.

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