Napoli e la Toscana prese d’assalto: oltre 600mila presenze e un milione di pernottamenti per il ponte del 2 giugno
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Redazione Interno
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Napoli si prepara a vivere uno dei fine settimana più lunghi e affollati dell’anno, con una marea di visitatori pronti a invaderne i vicoli e le piazze monumentali; secondo le stime diffuse dall’Osservatorio Urbano per il Turismo – dati ripresi dall’assessorato competente – l’onda d’urto potrebbe superare le 600mila presenze, toccando addirittura quota 684mila per chi sceglierà di trattenersi cinque notti, vale a dire dall’inizio del ponte fino a martedì 2 giugno.
Un afflusso, questo, che di fatto trasformerà il capoluogo campano in una città dal doppio dei suoi abitanti abituali, i quali attualmente sfiorano le 905mila unità. Per far fronte a questa marea, l’amministrazione ha deciso di potenziare i servizi di accoglienza, mantenendo operativi i quattro infopoint dislocati nelle principali piazze – dal Molo Angioino a Via Morghen – con orario continuato dalle dieci del mattino alle sette di sera.
Il boom toscano tra città d’arte, isole e motori
Se Napoli rappresenta la meta principe del Sud, la Toscana non è da meno: le rilevazioni condotte dal Centro Studi Turistici di Firenze per conto di Assoturismo Confesercenti fotografano un sistema ricettivo al collasso, con quasi un milione di pernottamenti previsti tra il 29 maggio e il 2 giugno. E guardando i dettagli, emergono percentuali impressionanti: le città d’arte toccano una saturazione del 93%, tallonate a stretto giro dalle località marine (92%) e dalle aree rurali e collinari (91%).
A fare il pieno, però, è l’Isola d’Elba che registra un sold out del 97%, un record influenzato anche dalla voglia di mare anticipato rispetto all’estate; nello stesso modo, il Mugello si ferma al 96%, grazie all’effetto traino del Gran Premio d’Italia della MotoGP in programma domenica 31 maggio sul suo celebre circuito.
Mobilità e bollini rossi: numeri da esodo estivo
L’enorme mole di spostamenti – parliamo di circa 14,3 milioni di italiani in viaggio secondo le rilevazioni degli albergatori – si riflette inevitabilmente sulle arterie stradali, dove Anas prevede 45 milioni di veicoli in transito tra venerdì e martedì.
Le criticità maggiori, come sottolineato dal centro di coordinamento Viabilità Italia, sono attese tra il pomeriggio di venerdì 29 e la mattina di sabato 30, periodo in cui scatterà il bollino rosso per le direttrici che portano al mare e alle città d’arte; non mancano ostacoli logistici di rilievo, a cominciare dalla chiusura temporanea dell’autostrada A22 del Brennero, prevista per una protesta in territorio austriaco, e dalla presenza di cantieri in Liguria. Per gestire il caos, la società del Gruppo FS ha disposto un piano straordinario che vede 2.
500 tecnici su strada affiancati da oltre 200 operatori nelle sale di monitoraggio, senza dimenticare i divieti di circolazione per i mezzi pesanti in programma sabato, domenica e martedì.
Un’accoglienza tra feste patronali e grandi eventi
Tornando a Napoli, per gestire un flusso che supera abbondantemente le presenze del ponte del primo maggio (483mila) e del 25 aprile (514mila), la macchina organizzativa ha puntato anche su un ricco calendario di eventi collaterali; tra questi spicca il concerto gratuito per l’ottantesimo anniversario della Repubblica, che vedrà esibirsi artisti come Bollani e Peppe Servillo alla Rotonda Diaz il 31 maggio, mentre la programmazione ufficiale del 2 giugno prevede la cerimonia solenne al Mausoleo di Posillipo con la deposizione delle corone di alloro.
L’assessorato al Turismo, attraverso le parole della sua titolare, ha ribadito l’intenzione di veicolare i turisti anche fuori dai circuiti tradizionali, valorizzando le feste patronali che da giugno a ottobre coinvolgeranno tutte le Municipalità – un tentativo, questo, di alleggerire la pressione su zone come il centro storico e Piazza del Plebiscito.
Tra street food, passeggiate sui tetti del Duomo e incursioni sul Monte Echia, la città spera così di trasformare l’invasione in un’opportunità di respiro più ampio, seppur con la consapevolezza che la sfida più grande resta quella legata alla sostenibilità e alla vivibilità quotidiana.




