Il volley europeo è ai piedi dell'Italia: Conegliano e Scandicci scrivono la storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre Istanbul si prepara ad accogliere la finale di Champions League femminile di pallavolo, l’Italia può già festeggiare un trionfo annunciato. Domenica, all’Ülker Sport Arena, a contendersi il titolo più prestigioso saranno due squadre italiane: l’Antonio Carraro Imoco Conegliano e la Savino Del Bene Scandicci. Un derby che non è solo una questione di orgoglio nazionale, ma la conferma di una supremazia che va ben oltre i confini del campionato.

Quella che si prospetta non è una semplice partita, bensì l’apice di una stagione dominata dalle formazioni italiane, capaci di imporsi in tutte e tre le competizioni europee. Se Novara ha sollevato la Cev Cup e Roma la Challenge, il fatto che Conegliano e Scandicci si siano ritrovate in finale di Champions League dimostra quanto il movimento, fresco dell’oro olimpico, sia in una forma mai vista prima.

La semifinale di Scandicci contro il VakifBank Istanbul, squadra simbolo del volley turco con sei titoli continentali, è stata una dimostrazione di forza. Le toscane, alla loro prima Final Four, hanno travolto le avversarie con un netto 3-0 (25-12, 25-19, 25-21), mantenendo un perfetto record di 27 set vinti e zero persi nel torneo. Un risultato che ha dell’incredibile, considerando che il palazzetto, gremito di 5.410 spettatori, era schierato quasi interamente a favore delle padrone di casa.

Dall’altra parte, Conegliano ha superato senza troppi patemi la Numia Milano, confermandosi ancora una volta come una delle realtà più solide a livello continentale. Quella di domenica sarà per loro l’ennesima occasione per ribadire una leadership costruita negli anni, mentre Scandicci, vera "Cenerentola" di questa edizione, sogna di completare un percorso già straordinario.

Eppure, nonostante l’eccezionalità dell’evento, il clamore mediatico sembra non essere all’altezza. Se fosse stato un derby di calcio, se ne parlerebbe da settimane. Invece, questa finale, che pure rappresenta l’apice del volley femminile europeo, rischia di passare in sordina. Una dinamica che fa riflettere, considerando il valore tecnico e l’importanza di un settore che, numeri alla mano, non ha nulla da invidiare ad altri sport.

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