Napoleone, la spilla di diamanti perduta a Waterloo venduta per 4,1 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La spilla di diamanti che Napoleone Bonaparte perse durante la precipitosa fuga seguita alla disfatta di Waterloo, un evento epocale che nel 1815 ridisegnò gli equilibri d'Europa, è stata venduta all'asta per una cifra che, raggiungendo i 3,5 milioni di franchi svizzeri, equivale a oltre 4,1 milioni di euro. L'aggiudicazione, gestita dalla casa Sotheby's nella sua sede di Ginevra, ha ampiamente superato le previsioni iniziali, confermando il fascino intramontabile che circonda i cimeli legati a figure storiche di simile carisma. Realizzato attorno al 1810, l'oggetto – un gioiello di fattura impeccabile – fu concepito, secondo quanto ricostruito dagli esperti, con ogni probabilità per abbellire il celebre bicorno dell'imperatore in occasione di cerimonie di particolare solennità.

Il pregio di un cimelio storico

La spilla, la cui lavorazione riflette il fasto dell'Impero, presenta una forma circolare del diametro di 4,5 centimetri e ospita, al centro della composizione, un diamante ovale del peso di 13,04 carati; quest'ultimo, di eccezionale purezza, è a sua volta incorniciato da circa un centinaio di altre pietre, disposte con precisione geometrica lungo due file concentriche che ne esaltano lo splendore. La sua storia, del resto, non si esaurisce con la sconfitta militare: si tramanda infatti che il prezioso fu offerto, assieme ad altri oggetti personali, al re di Prussia Federico Guglielmo III quale trofeo di guerra appena tre giorni dopo lo scontro campale, in un gesto che siglava simbolicamente la fine di un'epoca.

Il contesto delle aste di gioielli

La vendita di questo reperto si è inserita all'interno della tradizionale asta "Royal and Noble Sale" di Sotheby's, la quale, registrando la sua terza vendita consecutiva "in guanti bianchi" – un'espressione tecnica che indica la totale liquidazione di tutti i lotti proposti – ha totalizzato complessivamente 14,3 milioni di dollari, un risultato che rappresenta il migliore per questa categoria dal 2023. L'intera sessione ginevrina dedicata ai gioielli ha peraltro superato la soglia dei 51 milioni di dollari, dimostrando una vitalità del mercato dei beni di lusso e di collezione che non sembra conoscere flessioni, nonostante le contingenze economiche globali.

Il collezionismo oltre la gioielleria

Questa stagione d'aste si profila come particolarmente ricca di pezzi iconici, capaci di attrarre l'interesse di diversi tipi di collezionisti; se da un lato emergono cimeli di inestimabile valore storico come la spilla napoleonica, dall'altro si assiste alla proposta di oggetti legati alla cultura popolare e rock, tra i quali spicca, per esempio, la chitarra di Brian Jones dei Rolling Stones, destinata a finire sotto il martelletto il prossimo dicembre. A questi si aggiungono altri oggetti dal forte potere evocativo, come la leggendaria borsa di Jane Birkin, la cui asta è prevista poco dopo, a dimostrazione di come il mercato sappia valorizzare tanto le memorie del potere politico quanto quelle della musica e della moda.

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