La Fiorentina tra pragmatismo e ambizione, Paratici: "Kean? Non si è padroni del proprio destino"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Fabio Paratici, reduci dall'incontro con la signora Catherine Commisso e con il presidente Giuseppe B.

Commisso, hanno fatto il punto sulle direttive che tracceranno il futuro prossimo della società viola, illustrando ai cronisti presenti al Viola Park quelle che saranno le linee guida per la prossima stagione, senza tuttavia scendere nel dettaglio di numeri o cifre legate al budget per il mercato estivo, né tantomeno fornendo indicazioni specifiche sui calciatori che potrebbero rimanere o, al contrario, essere ceduti per fare cassa o per esigenze tecniche.

La gestione del centravanti e le logiche di mercato

Intervenuto in conferenza stampa al fianco di Ferrari, Paratici ha speso parole di grande stima nei confronti di Moise Kean, definendolo a tutti gli effetti "un patrimonio del calcio italiano" e, al tempo stesso, una risorsa fondamentale per il club gigliato, auspicando che possa rimanere il numero 9 di riferimento anche per il prossimo anno; eppure, con un realismo che non ammette sbavature, lo stesso dirigente ha ammesso come i club, davanti a certe offerte irrinunciabili, non siano sempre padroni del proprio destino, una considerazione che lascia intendere come la permanenza del giocatore, per quanto caldeggiata, sia tutt'altro che scontata.

La visione strategica e la costruzione del club

Paratici, che ha mostrato di avere una mentalità spiccatamente competitiva, ha poi voluto allargare il discorso oltre il semplice fronte degli acquisti e delle cessioni, sottolineando come l'obiettivo primario sia quello di costruire un club solido e competitivo prima ancora di parlare di traguardi stagionali o di interventi sul mercato; in quest'ottica, il direttore sportivo si è detto disposto ad accettare anche un piazzamento in quattordicesima posizione, ma solo a patto che ciò rappresenti un passaggio obbligato per crescere e ripartire con basi più solide, rifiutando invece Categoricamente l'idea di stabilizzarsi stabilmente nei ranghi di settimo-ottavo posto per quattro anni di fila, un'evenienza che giudica inaccettabile per un club dalle ambizioni che la Fiorentina possiede.

Il momento difficile e la risposta del gruppo

Alessandro Ferrari, dal canto suo, ha aperto il suo intervento con un saluto rivolto ai giornalisti, ricordando come l'ultimo incontro simile risalisse all'inverno scorso, in un periodo segnato da difficoltà e complessità; proprio in quella circostanza, ha spiegato il direttore generale, la squadra e l'intero ambiente hanno saputo reagire con forza e unità, riuscendo a raggiungere l'obiettivo sperato, e per questo ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico a Paolo Vanoli e al suo staff, a nome suo personale, del club e dell'intera famiglia Commisso, senza però aggiungere ulteriori dettagli sui contenuti del colloquio avuto con i vertici societari né sui piani futuri per il centenario o su altre questioni di carattere amministrativo.

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