La Francia riconosce la Palestina, Cohn-Bendit: "Ma servono garanzie per Israele"
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Redazione Esteri
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La decisione del presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, annunciata nella serata del 24 luglio e attesa per settembre, ha riacceso il dibattito sul conflitto mediorientale. Una mossa che, secondo il politico e scrittore franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, è "giusta" ma che deve essere accompagnata da un negoziato chiaro con l’Autorità Nazionale Palestinese. "Dovrebbe riconoscere a sua volta Israele e il suo bisogno di sicurezza", ha dichiarato all’Adnkronos, sottolineando come l’esempio francese dovrebbe essere seguito da altri Paesi europei, Italia inclusa.
L’annuncio di Macron arriva in un momento di stallo nei colloqui tra Israele e Hamas, con il ritiro del team statunitense guidato da Jason Witkoff dalle trattative. Intanto, a Gaza continuano gli scontri, mentre il bilancio delle vittime – già drammatico dopo l’offensiva israeliana seguita agli attacchi del 7 ottobre – cresce senza che si intraveda una soluzione immediata.
A livello internazionale, la Francia si unisce così agli undici Stati europei che hanno già riconosciuto la Palestina, tra cui Slovenia, Spagna e Irlanda, mentre si attende un possibile annuncio analogo da Regno Unito e Germania. All’Onu, più di 140 membri su 193 hanno già formalizzato il riconoscimento.
In Italia, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha definito "sproporzionata" la reazione israeliana, auspicando una rapida fine delle ostilità. "I negoziati non stanno andando bene, la situazione è drammatica", ha affermato, evidenziando come, nonostante il temporaneo indebolimento di attori come l’Iran, Tel Aviv stia pagando un prezzo elevato in termini di consenso internazionale.
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