Bonus elettrodomestici, la modifica salta nel decreto bollette
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Redazione Economia
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La proposta di riforma del bonus elettrodomestici, presentata come emendamento al decreto bollette, è stata dichiarata inammissibile durante l’esame in commissione Attività produttive alla Camera. L’intervento, firmato dal deputato Silvio Giovine (Fratelli d’Italia), mirava a modificare il meccanismo previsto dalla legge di Bilancio – ancora in attesa del provvedimento attuativo del Mimit, d’intesa con il Mef – introducendo lo sconto in fattura al posto del click day e abolendo il vincolo della classe energetica B, requisito che avrebbe penalizzato parte del settore produttivo nazionale.
L’emendamento, che avrebbe semplificato l’accesso al beneficio eliminando anche l’obbligo di acquistare apparecchi ad alta efficienza, è stato bocciato insieme a un’altra proposta avanzata dallo stesso gruppo, relativa al rinvio di sette mesi per l’obbligo delle polizze contro i rischi catastrofali. Entrambi i testi sono stati giudicati incostituzionali, bloccando di fatto ogni modifica temporanea.
Intanto, il ministero dell’Economia ha chiarito che entro il 30 giugno i contribuenti dovranno versare l’acconto Irpef calcolato sulle tre aliquote introdotte dalla Finanziaria 2023, e non più sulle quattro precedenti. Una correzione resa necessaria dopo le segnalazioni del Caf della Cgil, che aveva denunciato un disallineamento normativo capace di generare, anche quest’anno, rimborsi solo nel 2026 per chi avesse pagato rate più elevate




