Kayode, il gol all'esordio in azzurro e la ferita aperta con la Juventus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Michael Kayode ha scelto la notte di Bursa per presentarsi al calcio che conta. Il terzino destro classe 2004, alla prima presenza con la maglia della Nazionale maggiore, ha firmato il gol del 3-0 nella vittoria dell'Italia sulla Turchia, in una gara di Nations League che il ct Roberto Mancini aveva preparato con attenzione per rilanciare i giovani.

La prestazione non si è esaurita nella rete: Kayode ha propiziato il raddoppio di Davide Frattesi, ha sbagliato appena tre passaggi su quarantadue tentati e ha toccato tre palloni nell'area di rigore avversaria, numeri che raccontano un esordio da veterano più che da debuttante.

La bocciatura che ha segnato la sua strada

Per arrivare a quella notte, però, Kayode ha dovuto attraversare una strada tutt'altro che lineare. Nato a Borgomanero, in provincia di Novara, da genitori nigeriani, è entrato nel settore giovanile della Juventus a dieci anni, nel 2014. Per quattro stagioni ha viaggiato quotidianamente fino a Vinovo, sopportando quasi due ore di viaggio tra andata e ritorno, prima che i bianconeri decidessero di lasciarlo andare a quattordici anni. Una bocciatura che, secondo quanto ricostruito, non gli ha lasciato alternative se non ripartire dal basso.

Dal Gozzano alla Premier League

La ripartenza è passata dal Gozzano, in Serie D, dove Kayode è approdato a sedici anni dopo un periodo in prestito. Nella società piemontese ha trovato chi ha creduto in lui quando altri lo avevano scartato: Riccardo Gemelli, bandiera del club, ha raccontato di essere rimasto colpito dalla maturità del ragazzo prima ancora che dalle sue qualità tecniche, notando come giocasse sotto età senza accusare il salto di categoria.

Da lì è arrivata la chiamata della Fiorentina, che lo ha inserito nel proprio vivaio e lo ha fatto debuttare in Serie A nel 2023, sotto la guida di Vincenzo Italiano. Con la maglia viola ha collezionato quarantanove presenze e un gol, prima di essere ceduto al Brentford nel gennaio 2025 per una cifra vicina ai diciotto milioni di euro tra prestito e riscatto.

Il marchio di fabbrica che nessuno si aspettava

C'è un dettaglio tecnico che rende Kayode un caso più unico che raro nel panorama calcistico attuale: le rimesse laterali. Non si tratta di semplici rimesse, ma di veri e propri calci piazzati che in Inghilterra hanno assunto dimensioni quasi mitologiche. In una partita di Premier League contro il Fulham, una sua rimessa laterale ha coperto una distanza di 38,52 metri; in stagione, sette delle quindici rimesse più lunghe misurate nel campionato inglese portavano la sua firma.

Il Brentford ha costruito schemi specifici su questa abilità, trasformando un gesto tecnico ordinario in un'arma offensiva da sfruttare in area di rigore, quasi come un corner. A Bursa, sotto la pioggia, lo stesso rituale si è ripetuto: asciugamano per asciugare il pallone, rincorsa e lancio lungo verso l'area turca. «Quando ho visto il pallone in fondo alla rete ho pensato subito alla mia compagna Eleonora e a mia figlia Amelie, nata ad agosto: la dedica è per loro due», ha dichiarato Kayode dopo la partita.

Il vuoto lasciato a Firenze

La serata di Bursa ha avuto un effetto immediato anche a Firenze, dove i tifosi della Fiorentina hanno assistito con un misto di orgoglio e rimpianto alla consacrazione di un giocatore cresciuto nel loro vivaio. Kayode era stato ceduto al Brentford dopo due stagioni in maglia viola, e il suo gol con la Nazionale ha riacceso le critiche verso una gestione che, secondo molti osservatori, ha lasciato partire troppo presto un talento che oggi vale probabilmente il doppio della cifra incassata.

Il suo percorso, del resto, racconta di una risalita cominciata dai dilettanti e arrivata fino alla Premier League, passando per un Europeo Under 19 vinto nel 2023 con la maglia azzurra, competizione nella quale aveva segnato il gol decisivo in finale contro il Portogallo.

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