Roma, nuovo giro di vite sulla viabilità: ai varchi Ztl si aggiunge la disinformazione sugli autovelox

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Giunta di Roma Capitale ha dato il via libera definitivo al progetto che, finanziato con quattro milioni di euro dal programma nazionale "Metro Plus e città medie Sud", porterà all’installazione di una rete di varchi elettronici in uscita dalla Ztl del Centro Storico, un intervento atteso da tempo e finalizzato a colmare una lacuna del sistema di controllo. Se finora, infatti, i dispositivi hanno monitorato principalmente gli accessi, lasciando margine a comportamenti elusivi, la nuova infrastruttura – che interesserà una trentina di assi viari, da via Ferdinando di Savoia a via della Rondinella, passando per corso Vittorio Emanuele II e via Nazionale – renderà pressoché impossibile, per chiunque tenti di sfuggire alle sanzioni, eludere i rilevamenti sfruttando i percorsi di uscita non presidiati.

Un sistema di controllo che si fa bidirezionale

L’implementazione dei nuovi varchi, la cui realizzazione è affidata agli uffici competenti dell’Amministrazione, rappresenta dunque un salto di qualità nella gestione della mobilità nell’area a traffico limitato più estesa e delicata della città, dove la disciplina della circolazione – è noto – è fondamentale per la tutela del patrimonio storico e la vivibilità. Molti di coloro che, sino a oggi, hanno contravvenuto alle norme, contando sull’assenza di apparati di rilevamento in uscita, dovranno pertanto ricredersi, dal momento che l’anello dei controlli, divenuto perimetrale e completo, non lascerà più scampo ai cosiddetti "furbetti".

La bufala che ha allarmato gli automobilisti

Parallelamente all’annuncio del potenziamento della Ztl, nei giorni scorsi un altro tema legato alla viabilità ha tenuto banco, seppur su un piano completamente diverso e distorto: la diffusione virale, attraverso messaggi su applicazioni di instant messaging, di una presunta lista di nuovi autovelox attivi su numerose arterie cittadine. Una notizia, questa, che ha generato non poca confusione e apprensione tra gli automobilisti, prontamente smentita in modo netto dagli uffici del Campidoglio, i quali hanno definito "colossale bufala" l’elenco che rimbalzava di chat in chat.

I soli dispositivi realmente operativi

Le uniche postazioni di rilevamento della velocità effettivamente attive, tra quelle menzionate nella lista falsa, risultano essere quelle su via Isacco Newton e quelle sulla Tangenziale Est in entrambe le direzioni, quest’ultime peraltro neppure citate nel messaggio fraudolento, le quali – come specificato dall’Amministrazione – hanno iniziato la loro attività sanzionatoria a partire dallo scorso 15 dicembre. L’episodio, al di là del clamore momentaneo, ha posto l’accento sulla facilità con cui informazioni non verificate possano creare allarme sociale, distogliendo l’attenzione dai reali interventi in campo, come quello sui varchi Ztl, che invece procede secondo i piani stabiliti e i finanziamenti assegnati.

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