Varchi Ztl in uscita dal 2027, la protesta dei ristoratori: «Così si azzerano le cene in centro»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma si appresta a vivere una rivoluzione silenziosa ma destinata a pesare come un macigno sulle abitudini di chi frequenta il centro storico.

Dal gennaio del 2027, il sistema di varchi elettronici che delimitano la Zona a Traffico Limitato non si limiterà più a fotografare le targhe in entrata, ma controllerà minuziosamente anche i movimenti in uscita; una svolta tecnologica che il Campidoglio ritiene indispensabile per arginare gli abusi e rendere più efficace la gestione della mobilità, ma che rischia di trasformarsi in un boomerang per l'indotto della ristorazione e del commercio serale.

L'annuncio, arrivato in sordina, ha già scatenato la reazione delle categorie economiche, con Fipe Confcommercio pronta a scendere in campo per scongiurare quello che definisce un potenziale disastro per le attività del cuore pulsante della capitale.

La «trappola» delle telecamere e la fine della prassi consolidata

Fino ad oggi, molti automobilisti sprovvisti di permesso avevano escogitato un espediente che consentiva loro di aggirare il divieto: entrare all'interno del perimetro protetto prima che le telecamere venissero attivate, ad esempio nelle prime ore del mattino, e restare poi parcheggiati per l'intera giornata lavorativa o anche oltre, senza incorrere in alcuna sanzione. Le telecamere, infatti, non leggendo la targa al momento dell'uscita, non erano in grado di accertare la durata effettiva della sosta o della permanenza all'interno dell'area.

Con l'entrata in vigore del nuovo sistema, che secondo le previsioni comunali debutterà nella Ztl del Centro storico per poi estendersi progressivamente a Trastevere, San Lorenzo e Testaccio, questa prassi sarà definitivamente archiviata; la lettura della targa in uscita consentirà di determinare con esattezza il tempo di permanenza, rendendo di fatto inutilizzabile il vecchio "trucco".

L'effetto immediato sarà un controllo capillare che non lascerà scampo a chiunque decida di accedere alla zona senza averne titolo, ma le conseguenze per chi invece entra legittimamente per andare a cena, magari prima dell'attivazione dei varchi, sono quelle che stanno facendo tremare i ristoratori. Il nodo cruciale, e che ha innescato la protesta, risiede nella tempistica: se un cliente parcheggia o si muove all'interno della Ztl per una consumazione serale, e l'uscita avviene dopo la mezzanotte, scatta la multa.

L'affondo di Fipe Confcommercio: «Così si svuotano i locali»

A sollevare il polverone è stato Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio, che ha definito la nuova normativa come una minaccia concreta per la sopravvivenza dell'economia notturna del centro. La preoccupazione, espressa in termini netti e senza giri di parole, è che i cittadini e i turisti potrebbero semplicemente rinunciare a cenare o a trascorrere la serata nelle aree soggette ai varchi, per paura di dover pagare una sanzione al momento di rientrare a casa dopo l'orario di chiusura imposto dalle telecamere.

«Se entri prima dell'attivazione dei varchi per andare a cena fuori, ma quando esci dopo mezzanotte ti scatta la multa», ha spiegato il rappresentante di categoria, descrivendo quella che a tutti gli effetti potrebbe diventare una trappola per i consumatori. La norma, così come prospettata, rischia di avere un effetto deterrente che andrebbe a penalizzare proprio il cuore dell'intrattenimento e della socialità cittadina, un comparto che già ha pagato un prezzo altissimo durante le restrizioni pandemiche e che ora si trova ad affrontare una nuova, improvvisa battuta d'arresto.

Il timore è che molti avventori, di fronte alla prospettiva di una multa salata per aver prolungato la cena fino a tardi, preferiscano spostarsi verso aree meno controllate, svuotando i tavoli dei ristoranti storici e dei locali più caratteristici del centro, con un danno economico incalcolabile per l'indotto.

La controproposta al Campidoglio e i dubbi sulla fattibilità

Di fronte allo scenario delineato, la Fipe Confcommercio non si è limitata a sollevare critiche, ma ha già messo a punto una controproposta da sottoporre all'attenzione del Campidoglio, nella speranza di trovare un punto di equilibrio che concili le esigenze della mobilità con quelle del tessuto commerciale.

L'idea, che sarà al centro del confronto con l'amministrazione capitolina, è quella di prevedere delle deroghe o delle finestre temporali specifiche che consentano di uscire dalla Ztl senza incorrere in sanzioni, anche dopo l'orario di attivazione dei varchi, a patto che l'ingresso sia avvenuto regolarmente.

Una soluzione tecnica che, nelle intenzioni dei ristoratori, eviterebbe di penalizzare chi utilizza il centro per le sue attività ricreative, senza per questo vanificare gli sforzi di controllo messi in campo dall'amministrazione per contrastare gli abusi dei pendolari o dei cosiddetti "furbetti" del parcheggio. Tuttavia, la strada verso un accordo appare in salita, considerando che il Comune sembra intenzionato a procedere spedito con l'implementazione del sistema, forte della necessità di ridurre il traffico e l'inquinamento nel cuore della città.

Nel frattempo, l'amministrazione capitolina ha già assunto un provvedimento che ha fatto discutere: l'azzeramento dei pass per i defunti, una misura che mira a ripulire gli archivi e a mettere fine a un'altra pratica consolidata che consentiva l'accesso a targhe di persone scomparse, depurando così il database dei permessi e rendendo più stringente il controllo.

L'estensione ad altre zone e il futuro della mobilità a Roma

Il progetto, che partirà dalla Ztl del Centro storico, ha l'ambizione di essere esteso a breve scadenza anche ad altre aree sensibili come Trastevere, San Lorenzo e Testaccio, quartieri che vivono proprio della movida e della presenza di turisti e residenti.

Per i commercianti di queste zone, l'allarme è già suonato, con la consapevolezza che l'introduzione dei varchi in uscita potrebbe ridisegnare radicalmente le abitudini di chi frequenta la città la sera, spostando il baricentro della vita notturna verso zone meno presidiate ma anche meno attrezzate per accogliere un grande flusso di persone. Il nodo centrale rimane quello della comunicazione e della chiarezza delle regole, perché il rischio è che la confusione generata dal nuovo sistema allontani i clienti più di quanto farebbe un eventuale divieto esplicito.

Mentre il Campidoglio prosegue nella sua strategia di digitalizzazione e controllo, le associazioni di categoria si preparano a una battaglia che si preannuncia dura, forti dei numeri di un settore che rappresenta una fetta importante dell'economia turistica e culturale di Roma. Il destino delle cene in centro, e più in generale della vitalità notturna della capitale, sembra appeso a un filo sottile, quello che lega la necessità di una mobilità sostenibile alla sopravvivenza di un tessuto commerciale che ha sempre fatto della convivialità e della presenza serale il suo tratto distintivo.

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