Atreju e il "metodo Giubileo", il sindaco Gualtieri applaudito nel castello
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Redazione Interno
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Nei giardini di Castel Sant’Angelo, un luogo dalla storia severa che ha conosciuto nel corso dei secoli il rigore della guerra e la reclusione di prigionieri illustri, si è aperta ieri la kermesse di Fratelli d’Italia chiamata Atreju, il cui nome, non a caso, evoca le avventure senza fine del romanzo fantasy. Ad accogliere il primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, ospite dell’evento, sono stati Giovanni Donzelli e altri esponenti del partito della premier Giorgia Meloni, i quali lo hanno accompagnato con tutti gli onori tra gli applausi dei presenti, in un clima che ha voluto sottolineare, più che le divisioni, una certa convergenza operativa. La scelta del luogo non è casuale, poiché a pochi passi si estende piazza Pia, divenuta ormai il simbolo tangibile di una cooperazione bipartisan, attivata tra Campidoglio e Palazzo Chigi, per la realizzazione delle opere legate al Giubileo, un cantiere di importanza nazionale che supera le appartenenze politiche.
Il contesto politico e il "gran rifiuto"
Quell’applauso al sindaco, peraltro, giunge a poco più di un anno dal cosiddetto "gran rifiuto" opposto dalle forze di opposizione all’insediamento dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, avvenuto il 22 ottobre del 2022, quando dalle fila della sinistra si levò il grido "allarmi son fascisti", a indicare una percezione di minaccia incombente. Quella narrazione, che aveva ripreso vigore trasformando l’antifascismo in un argine politico e culturale, è stata a lungo cavalcata, convertendosi in una sorta di mantra per la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, mentre figure come Landini e Albanese si sono attestate su un muro di contrapposizione netta, definendo i rappresentanti dell’area governativa come "bulli". Uno scenario che sembra ora, almeno in parte, messo in secondo piano dalla necessità di gestire progetti comuni.
L'atmosfera della festa e i temi sul tavolo
L’atmosfera che si respira nell’area è volutamente festosa e familiare, con una pista di pattinaggio su ghiaccio dove bambini in tutine bianche e celesti scivolano, tra l’odore di cannella che si sprigiona dal vin brulé, in un quadro che sembra anticipare il Natale, completo di mercatini e cartonati raffiguranti gli avversari politici. Ad inaugurare ufficialmente la settimana di eventi sono state Arianna Meloni, sorella della premier, e lo stesso Donzelli, assieme al presidente di Gioventù Nazionale, i quali hanno tagliato il tradizionale nastro dando il via a dibattiti e incontri. Tra i primi temi toccati, anche una difesa di Elly Schlein da parte di Gualtieri, in un passaggio che ha mostrato come le dinamiche interne al centrosinistra siano a volte oggetto di analisi e prese di distanza anche in contesti avversi.
Lo stile della manifestazione e la cornice romana
La manifestazione, che si protrarrà per diversi giorni, si propone dunque non solo come un momento di aggregazione per gli iscritti e i simpatizzanti, ma anche come una vetrina di un certo modo di fare politica, che cerca di unire la concretezza dell’amministrazione – come nel caso dei cantieri giubilari – alla capacità di creare consenso attraverso un immaginario positivo e inclusivo. Castel Sant’Angelo, con la sua mole maestosa che domina il Tevere, offre una cornice di straordinario impatto, un ponte simbolico tra la storia e l’attualità, in una città, Roma, che è sempre al centro della dialettica nazionale. Restano sullo sfondo, inevitabili, le tensioni e le polemiche degli ultimi mesi, le quali però, almeno per la durata della kermesse, sembrano volersi attenuare per lasciare spazio a un confronto più articolato.




