Gualtieri: «Al Tevere 50 milioni per 800 progetti, da Pnrr e Giubileo»
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Redazione Interno
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Il Tevere, che per secoli ha scandito la storia di Roma con le sue piene e i suoi periodi di magra, si appresta a vivere una nuova fase, non più come semplice elemento geografico ma come asse portante di una riqualificazione urbana che ambisce a trasformarlo in uno dei parchi lineari più estesi a livello globale. La visione strategica, presentata nel corso del convegno internazionale “Il Tevere e la Città” all’Ara Pacis, trova la sua concretizzazione nel Piano Strategico e Operativo, un documento che delinea un investimento complessivo di cinquanta milioni di euro, destinati a finanziare un corpus di ottocento interventi distinti lungo l’intero sviluppo fluviale, che si snoda per settantacinque chilometri tra paesaggi urbani e periurbani. Il sindaco Roberto Gualtieri, chiudendo i lavori della mattinata, ha sottolineato come le risorse, attinte da fondi del Pnrr, del Giubileo e del bilancio capitolino, siano finalizzate a fare del fiume una leva di rigenerazione, puntando su una concezione integrata che unisca la componente ambientale, quella archeologica e quella sociale.
Un'infrastruttura verde e blu per la città
Il piano, che si inserisce nel solco del Tevere Day – la manifestazione in corso fino al 12 ottobre per rilanciare l’immagine del fiume –, non si limita a una mera opera di abbellimento ma punta a configurarsi come la struttura di una nuova idea di città, centrata sui principi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile. L’obiettivo, come hanno illustrato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia e l’assessora all’Agricoltura e Ambiente Sabrina Alfonsi, è quello di potenziare ciò che esiste, trasformando i cinque parchi d’affaccio attuali in nove, e di arricchire l’offerta con la realizzazione di oasi naturalistiche, di percorsi che valorizzino il patrimonio archeologico e di aree gioco, il tutto con l’intento di restituire ai cittadini un’infrastruttura “verde e blu” capillare e fruibile.
I dettagli degli interventi previsti
La portata del progetto, che abbraccia un’estensione notevole del territorio capitolino, si declina in una moltitudine di azioni specifiche, le quali, nel loro insieme, mirano a riconnettere la città al suo corso d’acqua. Tra gli ottocento progetti, molti dei quali riguardano proprio i parchi d’affaccio, se ne contano alcuni di ampio respiro e altri più circoscritti, tutti però convergenti verso l’obiettivo di creare un sistema coordinato e continuo. La cifra dei cinquanta milioni, sebbene possa apparire ingente, viene quindi ripartita tra una galassia di cantieri, dalla manutenzione straordinaria alla creazione ex novo di spazi, con l’ambizione di coinvolgere, oltre alle istituzioni, anche i tanti cittadini attivi già impegnati nella cura del fiume.
Il Tevere come motore di rigenerazione
Quello che emerge dal Piano Strategico e Operativo è un cambio di paradigma nel rapporto amministrativo con il Tevere, il quale non è più visto come una problematica da gestire bensì come una straordinaria opportunità di sviluppo. La rigenerazione urbana, di cui il fiume diviene strumento privilegiato, passa attraverso una progettualità che unisce la tutela dell’ecosistema alla creazione di nuovi luoghi di aggregazione, tentando di sanare quel distacco che, in alcuni tratti, si è creato tra l’urbe e la sua spina dorsale naturale. L’evento all’Ara Pacis, con il contributo di esperti e tecnici, ha quindi segnato un punto di partenza operativo, tracciando una road map i cui cantieri dovranno ora tradurre in realtà concreta una visione così articolata.




