Tragedia a Venezia, muore studentessa 17enne caduta da un catamarano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Anna Chiti, 17 anni, studentessa dell’istituto nautico di Venezia, è morta sabato 17 maggio a Marina di Sant’Elena, precipitando da un catamarano turistico durante il suo primo giorno di stage lavorativo. La dinamica, ancora al centro delle indagini, sembra legata a un banale ma fatale imprevisto: mentre scendeva dalla barca, già attraccata nella darsena, un colpo di vento avrebbe spostato l’imbarcazione, facendola cadere in acqua. La giovane, appassionata di vela e con un futuro già tracciato nel mondo della navigazione, è rimasta intrappolata sott’acqua da una cima che l’ha trascinata verso l’elica, nonostante i soccorsi immediati del capitano e l’arrivo dei vigili del fuoco in soli otto minuti con mezzi lagunari e l’elicottero Drago 160.

Il padre, Umberto Chiti, ha chiesto «verità» per una morte che riapre ferite mai sanate nel mondo della formazione professionalizzante. Un parallelo inevitabile è quello con Lorenzo Parelli, lo studente friulano deceduto nel 2022 durante l’ultimo giorno di stage in azienda, a soli 18 anni. Suo padre, Dino, ha commentato la tragedia di Anna con parole cariche di dolore: «Quando succedono queste disgrazie, risvegliano momenti difficili».

Sul molo, intanto, gli amici hanno portato fiori in ricordo di una ragazza che amava il mare e che, come molti suoi coetanei, stava muovendo i primi passi in un settore – quello nautico – che richiede competenze ma anche, e soprattutto, condizioni di sicurezza spesso trascurate. I numeri degli infortuni in stage, del resto, parlano chiaro: non si tratta di casi isolati, ma di un fenomeno che periodicamente riemerge nelle cronache, sollevando interrogativi su normative e controlli.

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