??Un bonus per l’assicurazione sulla casa contro le calamità naturali? La proposta che arriva in parlamento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Eventi estremi sempre più frequenti, danni alle abitazioni in aumento e costi che spesso restano a carico dei proprietari: proteggere casa non è più un’opzione, ma una necessità. In Italia, come rilevano i dati più aggiornati, meno del 7% degli immobili privati risulta coperto da polizze contro terremoti, alluvioni o frane. Un divario enorme, che pone il patrimonio residenziale nazionale in una condizione di fragilità crescente, amplificata dal ripetersi di eventi atmosferici sempre più distruttivi. Da qui nasce una proposta di legge depositata alla Camera (atto AC 2791) – promossa da esponenti della maggioranza – che punta a cambiare le regole del gioco, non attraverso imposizioni ma con un approccio basato su incentivi economici concreti.

Come funziona il bonus assicurativo contro le catastrofi naturali

A differenza di quanto già accade per il mondo produttivo – dove dal 31 marzo scorso l’obbligo di copertura contro i rischi catastrofali è entrato a regime (seppur con percentuali di adesione ancora ferme al 15%) – per le famiglie si segue un percorso opposto. Non c’è alcun obbligo di legge, ma solo la prospettiva di uno sgravio fiscale. La novità principale contenuta nella proposta, stando alle bozza circolate nei giorni scorsi, è un credito d’imposta fino a 150 euro annui per chi stipulerà una polizza dedicata.

Il meccanismo prevede che il contribuente possa detrarre dall’Irpef il 50% del costo sostenuto; considerando il tetto massimo, l’agevolazione potrebbe coprire fino a un premio complessivo di 300 euro. Ne consegue che la spesa effettiva per l’assicurato si ridurrebbe drasticamente, arrivando a pagare di fatto solo il 20% del premio lordo in alcune delle ipotesi di spesa più contenute. Una formula pensata per abbattere la barriera del costo, che rappresenta una delle cause principali della scarsissima diffusione di questi strumenti nel nostro Paese.

Cosa include la copertura e quali interventi sono detraibili

L’elemento qualificante della proposta riguarda la natura degli eventi indennizzabili. La detrazione spetterebbe per le polizze che coprono i cosiddetti “eventi catastrofali” per eccellenza: terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Non si tratterebbe quindi di una generica assicurazione sulla casa, bensì di un prodotto specifico mirato ai rischi che maggiormente minacciano il territorio italiano, dove il 94,5% dei comuni presenta criticità idrogeologiche o sismiche.

Per quanto riguarda i massimali e le franchigie, la proposta di legge lascia libertà al mercato, così da favorire la concorrenza tra le compagnie e mantenere i premi accessibili. In questo contesto, la detrazione – che sarà in vigore a regime e non solo per le nuove polizze – si applicherebbe sia ai contratti stipulati dai proprietari, sia eventualmente a quelli sottoscritti dagli inquilini per i beni di loro pertinenza. Resta esclusa da questa agevolazione l’assicurazione standard contro incendio o furto, a meno che la copertura catastrofale non rappresenti un’estensione ad hoc del contratto base.

L’urgenza di una legge dopo gli ultimi eventi estremi

Il dibattito sulla provvidenza del provvedimento si inserisce in una finestra temporale molto calda. Solo nei primi mesi del 2026, il centrosud è stato flagellato da cicloni e perturbazioni violente – da Erminio alle recenti mareggiate – che hanno messo in ginocchio interi territori, dalla Sicilia alla Calabria fino alle Marche. L’osservatorio di Legambiente ha censito quasi 800 eventi estremi dal 2011 a oggi, dimostrando come l’emergenza sia ormai strutturale. Il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, ha più volte sottolineato come l’Italia sia impreparata di fronte a quella che gli scienziati definiscono ormai la “nuova normalità” climatica.

Liverani, del resto, in più occasioni ha chiesto un intervento normativo anche per le case, osservando che sarebbe “paradossale” lasciare sguarnite abitazioni che hanno beneficiato di centinaia di miliardi di incentivi pubblici come il Superbonus. La strada scelta dal parlamento per ora è quella degli incentivi e non degli obblighi, ma il segnale è chiaro: senza una protezione adeguata, il rischio di perdere la propria casa a causa di un disastro naturale resta altissimo, e le risorse pubbliche per i risarcimenti non potranno supplire all’assenza di una polizza.

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