BlizzCon 2026, Diablo V e il ritorno di StarCraft: tutti gli annunci
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La BlizzCon 2026 ha riaperto i battenti ad Anaheim con una cerimonia d'apertura che ha ridefinito il futuro di Blizzard su quasi tutti i fronti. Il colpo più pesante è arrivato con l'annuncio di Diablo V, fissato per la primavera del 2029, ma sul palco hanno trovato spazio anche il ritorno di StarCraft in una veste inedita, un'espansione di World of Warcraft, aggiornamenti per Hearthstone e Overwatch e persino una serie animata dedicata all'universo di Diablo per Netflix.
La premessa narrativa di Diablo V ribalta completamente l'impostazione della serie. Sanctuarium è caduta e Diablo ha vinto: gli eroi che in passato avevano contenuto le forze infernali sono stati sconfitti, e il giocatore si muove tra le conseguenze di una guerra ormai perduta. Blizzard ha descritto il nuovo capitolo come un viaggio in un mondo devastato, dove la domanda centrale non è più come salvare il mondo, ma cosa si debba diventare quando il mondo è già crollato.
Sul piano del gameplay, il senior game director Joe Shely ha illustrato un principio che definisce «complessità differita». Alcuni sistemi, compresi quelli legati alla gestione dell'equipaggiamento, vengono collocati nelle fasi avanzate della progressione per non sovraccaricare chi preferisce dedicarsi alla campagna e all'esplorazione.
Shely ha spiegato che l'obiettivo è realizzare un gioco per chi ama Diablo, riconoscendo che i motivi di questo legame sono diversi e identificabili: alcuni cercano la storia e la scoperta del mondo, altri costruiscono build e si dedicano all'endgame. La narrative director Jennifer Hepler ha aggiunto che sensibilità differenti sono rappresentate anche all'interno dello studio, con sviluppatori appassionati alla campagna che lavorano su quella e chi predilige i sistemi che si occupa delle attività finali.
Tra le novità confermate figura una nuova classe, il Plague Knight, mentre il Monaco e il Cacciatore di Demoni sono già stati annunciati. Le città non offriranno più rifugio sicuro, e i giocatori si sposteranno con una caravana che includerà PNG in grado di approfondire l'universo con missioni specifiche.
Dopo sedici anni dall'ultimo capitolo principale, StarCraft torna ma non nella forma che lo ha reso celebre. Il nuovo progetto, presentato semplicemente con il titolo della serie, è uno sparatutto open world previsto per il 2030 e guidato da Dan Hay, ex figura chiave della serie Far Cry. Sul palco Hay ha raccontato di aver provato a entrare in Blizzard già venticinque anni fa, definendo il progetto come un'occasione per «riaccendere l'universo di StarCraft».
Il trailer cinematografico mostrato durante la cerimonia segue una giovane recluta attraverso l'addestramento e la crescita nei ranghi militari, fino a una missione su un pianeta alieno contro le creature dello Sciame. Il tono è tutt'altro che celebrativo: la guerra viene rappresentata come brutale e impersonale, con i soldati consumati da un conflitto che non concede spazio agli eroi. L'ambientazione si colloca nel settore Koprulu, circa settant'anni dopo gli eventi di StarCraft II.
Hay ha spiegato che il gioco punterà su una prospettiva in prima persona, con l'obiettivo di far sentire il giocatore immerso nel conflitto piuttosto che a osservarlo dall'alto.
World of Warcraft si arricchisce con Forever, una nuova esperienza che affiancherà le versioni Modern e Classic senza sostituirle. L'uscita è fissata per il 4 novembre, con una beta che partirà il 17 settembre. Tra le aggiunte figurano oltre mille nuove missioni, tre nuove zone, nove dungeon, due raid e la nuova razza giocabile degli Skybourne, il cui accesso sarà però a pagamento.
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