Consiglio dei ministri, via libera ai decreti su diesel Euro 5, scuola e giustizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri numero 190, riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato tre decreti legge in materia di trasporti, istruzione e giustizia. A illustrare i provvedimenti in conferenza stampa sono stati il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.

Diesel Euro 5, proroga di un anno per il Bacino Padano

Il decreto sui trasporti differisce dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 il termine a partire dal quale le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono tenute a prevedere nei rispettivi piani di qualità dell'aria limitazioni strutturali alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali diesel Euro 5.

La proroga, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, assicura un periodo aggiuntivo per la definizione e l'attuazione di misure alternative idonee a concorrere al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla normativa europea e nazionale in materia di qualità dell'aria. L'intervento mira a contemperare le esigenze di tutela della salute e dell'ambiente con quelle relative alla mobilità delle persone, alla continuità dei servizi di trasporto e al sistema produttivo e logistico delle aree interessate.

Resta ferma, in base alla disciplina vigente, la possibilità per le regioni di perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni anche attraverso misure compensative alternative rispetto al divieto strutturale di circolazione, purché garantiscano risultati equivalenti in termini di abbattimento degli inquinanti atmosferici e siano coerenti con gli obblighi europei.

In Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 0,6 milioni di veicoli commerciali con alimentazione diesel Euro 5, mentre oltre 1,2 milioni di autoveicoli e 200mila veicoli commerciali sono operativi nel Bacino Padano. «In base a un regolamento europeo di 20 anni fa avremmo dovuto lasciare a piedi centinaia di migliaia di persone che hanno il torto di possedere un veicolo diesel Euro 5, 4 milioni di cui 1,5 milioni nel Bacino Padano», ha dichiarato Salvini in conferenza stampa. «Una normativa che non ha niente di green, semmai di black».

Il ministro ha spiegato che il decreto prevede la proroga di almeno un anno del blocco di questi milioni di veicoli, «anche perché in un momento di crisi economica la risposta rimane a casa non sarebbe stata la soluzione» per i lavoratori che portano lo stipendio a casa. Ci sarà il tempo, ha aggiunto, per trovare misure di mitigazione ambientale. Il provvedimento interviene sul decreto legge del 12 settembre 2023, sostituendo il termine precedentemente fissato con quello del 1° ottobre 2027.

La proroga riguarda le autovetture e i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 alimentati a diesel e classificati Euro 5. In Lombardia, secondo i dati Aci citati nelle precedenti discussioni sul provvedimento, sono 443.334 le autovetture diesel Euro 5 ed Euro 5b interessate dalle limitazioni.

Scuola, tetto del 30% per gli studenti non italofoni

Il decreto sull'istruzione introduce un limite del 30% per la presenza di studenti non italofoni provenienti dall'estero nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore, a partire dall'anno scolastico 2027/2028. Il criterio non è legato alla cittadinanza ma alla conoscenza della lingua italiana, e non distingue tra cittadini dell'Unione europea ed extracomunitari. La previsione varrà da subito per i nuovi arrivi, senza disarticolare le classi già formate.

Sono previste eccezioni: se un alunno ha frequentato due anni nella scuola dell'infanzia o tre negli altri gradi di istruzione non rientra nella soglia. Inoltre, se la scuola o l'ufficio scolastico regionale non riescono a individuare un istituto di prossimità, le nuove norme non si applicano.

«Oggi abbiamo approvato in Consiglio dei ministri il decreto sulla scuola», ha annunciato Meloni sui social, spiegando che si tratta di «strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità». Il decreto prevede anche maggiori risorse per le competenze linguistiche e i servizi digitali, oltre al divieto di indossare burqa e niqab a scuola.

Valditara, intervenuto in collegamento da New York in una precedente conferenza stampa, aveva sottolineato che «burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana» e che il criterio del tetto è «puramente linguistico».

Il provvedimento sulla giustizia, infine, estende le disposizioni sul coordinamento delle indagini da parte del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ai procedimenti a carico di minorenni, e proroga dal 31 ottobre 2026 al 30 aprile 2027 la fase transitoria per le nuove procedure di formalizzazione delle domande di protezione internazionale, che restano in capo alle Questure e agli uffici di Polizia di frontiera.

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