Benzina e diesel, nuovi aumenti e il diesel tocca i 2 euro al litro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La morsa dei prezzi dei carburanti si stringe ulteriormente attorno alle tasche degli automobilisti e delle imprese di autotrasporto, con il gasolio che, in molti distributori ordinari, ha ormai raggiunto e in qualche caso superato la soglia psicologica dei due euro al litro. Le rilevazioni effettuate dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del made in Italy, elaborate dalla Staffetta Quotidiana su un campione di circa ventimila impianti, fotografano un incremento verticale: la media nazionale del diesel in modalità self service si attesta a 1,867 euro al litro, segnando un balzo di cinquantadue millesimi in pochi giorni, ma è nella modalità servita che il prezzo medio schizza a 1,996 euro, con i marchi delle compagnie che arrivano a una media di 2,039 euro. Per la benzina, la situazione non è da meno, con il self service a 1,744 euro e il servito a 1,879, valori che non si registravano rispettivamente dallo scorso luglio e da inizio anno, alimentando un clima di crescente allarme tra i consumatori.

Il peso delle quotazioni internazionali e il conflitto in Medio Oriente

All’origine di questa impennata, che ha riportato il diesel ai fasti – o ai disastri – dell’ottobre 2023, vi è una combinazione di fattori geopolitici che hanno fatto tremare i mercati energetici. Le quotazioni del petrolio Brent hanno sfondato quota ottantacinque dollari al barile, trascinate dalle accresciute tensioni in Medio Oriente e, in particolare, dalle operazioni militari che vedono coinvolti Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il blocco virtuale dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita una percentuale significativa del greggio mondiale, ha generato un’impennata della materia prima, e con essa della quotazione internazionale del gasolio, tornata abbondantemente sopra i mille dollari alla tonnellata, un livello che non si vedeva dalla metà di settembre del 2023. Gli effetti, come sottolineato dagli analisti del settore, sono stati istantanei e si sono riversati direttamente sui listini alla pompa, in un contesto in cui le raffinerie europee competono per accaparrarsi carichi in un mercato sempre più teso.

Autostrade e record: il caro-diesel supera ogni precedente

Se la media nazionale fornisce un quadro già preoccupante, la situazione sulle tratte autostradali assume i contorni di una vera e propria stangata per chi è costretto a viaggiare per lavoro o per necessità. Le rilevazioni effettuate in diversi tratti della rete, dalla A21 Torino-Piacenza alla A4 Milano-Brescia, raccontano di prezzi che hanno polverizzato ogni record recente: in alcune aree di servizio, il diesel servito ha toccato quota 2,519 euro al litro, mentre sulla Milano-Brescia si è arrivati a 2,464 euro. Valori simili, che oscillano attorno ai 2,45 euro, sono stati registrati lungo la A1 Milano-Napoli e la A14 Bologna-Bari-Taranto, evidenziando una disparità sempre più marcata tra la rete ordinaria e quella autostradale. Per gli autotrasportatori, che movimentano la stragrande maggioranza delle merci su gomma, l’aggravio di spesa, secondo le prime stime delle associazioni di categoria, potrebbe superare i duemilaquattrocento euro annui a mezzo, un costo che, inevitabilmente, rischia di essere ribaltato a valle sui prezzi al dettaglio delle merci trasportate.

La risposta del governo e il ritorno di Mister Prezzi

Di fronte a questa escalation che mette a dura prova famiglie e imprese, l’esecutivo ha deciso di riattivare gli strumenti di controllo e monitoraggio, convocando per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy. Il tavolo, che vedrà la partecipazione del Garante per la sorveglianza dei prezzi, figura nota come “Mister Prezzi”, avrà il compito di analizzare l’andamento dei mercati energetici e le possibili ricadute sull’inflazione e sul carrello della spesa. Già nei giorni precedenti, il ministero aveva potenziato il monitoraggio lungo l’intera filiera, dai listini consigliati dalle compagnie ai margini di distribuzione, trasmettendo i primi esiti alla Guardia di Finanza. In molti, dalle associazioni dei consumatori come Adoc e Federconsumatori fino ad esponenti politici di diverso orientamento come Carlo Calenda e Alessandra Moretti, parlano apertamente di speculazioni, sottolineando come l’Italia disponga di riserve stoccate tra le più alte d’Europa che dovrebbero teoricamente ammortizzare le oscillazioni più violente dei mercati.

L’impatto sull’agricoltura e le filiere produttive

La scia dei rincari non risparmia nessun settore, e l’agricoltura si trova a dover fare i conti con una stangata che arriva nel momento più delicato per i lavori primaverili. Il prezzo del gasolio agricolo è schizzato in pochi giorni da sessantaquattro centesimi a oltre un euro al litro, un incremento superiore al trentacinque per cento che mette in ginocchio migliaia di imprese, già provate dai prezzi non remunerativi e dalle politiche europee. A ciò si aggiunge l’aumento vertiginoso del costo dei concimi, cresciuti del quaranta per cento nell’arco di pochissime giornate, un doppio colpo che rischia di compromettere non solo i bilanci aziendali ma anche la qualità delle produzioni, come denunciato dalle organizzazioni di categoria del settore primario. Mentre il governo studia eventuali misure compensative per tamponare l’emergenza, l’intero sistema produttivo trattiene il fiato, in attesa di capire se e quando la situazione geopolitica potrà stabilizzarsi, e con essa il prezzo del petrolio e dei suoi derivati.

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