Prezzi dei carburanti alle stelle, in Piemonte il diesel supera i 2,70 euro al litro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il caro carburanti continua a mordere, e non solo sulle tratte autostradali, ma ormai in maniera sempre più pervasiva anche sulla rete ordinaria; il Piemonte si conferma purtroppo tra le regioni più colpite da questa nuova, inarrestabile impennata, con rincari che mettono a dura prova portafogli e bilanci delle imprese, già provati da anni di incertezze economiche.

A lanciare l'allarme, questa volta, è il Codacons, che ha realizzato una mappatura nazionale dei prezzi praticati dagli impianti di rifornimento, sulla base dei dati ufficiali comunicati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e aggiornati allo scorso 27 marzo: una fotografia impietosa che mostra livelli record, con il gasolio che in diverse province italiane, comprese quelle piemontesi, ha ripreso a superare la soglia, ormai psicologica oltre che economica, dei 2,70 euro al litro, un valore che non si vedeva da tempo e che supera in alcuni casi persino i prezzi praticati in autostrada.

La mappa dei rincari, Prato, Cuneo e Milano sul podio dei prezzi più alti

L'analisi del Codacons, condotta sui dati trasmessi dai distributori all'osservatorio del Mimit, disegna una geografia dei rincari che vede ai primi posti tre province italiane: al vertice della classifica, per quanto riguarda i prezzi più elevati per il diesel, si piazza la Toscana, e in particolare la provincia di Prato, dove un impianto ha raggiunto la cifra record di 2,763 euro al litro per il gasolio erogato con modalità servito, con la benzina che nello stesso distributore tocca i 2,420 euro al litro.

Subito a ridosso, e a testimonianza di quanto il fenomeno sia ormai diffuso sul territorio nazionale, troviamo proprio il Piemonte: nella provincia di Cuneo, un distributore ha infatti raggiunto i 2,749 euro al litro per il diesel, e i 2,406 euro per la benzina al servito, valori che collocano la regione tra le aree geografiche dove i costi alla pompa sono aumentati in maniera più preoccupante.

A completare il podio delle zone più costose, secondo la rilevazione, è la Lombardia, e in particolare Milano, dove il gasolio è stato rilevato a 2,745 euro al litro e la benzina a 2,405 euro al litro; un quadro che evidenzia come il problema non sia circoscritto alle isole o alle aree periferiche, ma riguardi ormai da vicino anche i grandi centri urbani e le aree industriali del Nord.

Il paradosso delle autostrade e l'allarme del Codacons

Un aspetto che rende ancora più singolare e allarmante la situazione attuale è il cosiddetto "paradosso delle autostrade": storicamente considerate il luogo per eccellenza dei rincari, le tratte autostradali sembrano oggi, in alcuni casi, essere state superate in termini di prezzi elevati proprio dalla rete ordinaria, come dimostra il fatto che i massimi rilevati dal Codacons lungo le autostrade, pari a 2,609 euro per il diesel sulla A21 Torino-Piacenza e a 2,349 per la benzina sulla A1, sono inferiori ai record registrati nei distributori di città come Prato, Cuneo e Milano.

Questo dato, a dir poco paradossale, contribuisce ad alimentare le preoccupazioni degli automobilisti e delle associazioni dei consumatori, che denunciano una mancanza di trasparenza nella formazione dei prezzi e chiedono interventi per garantire maggiore stabilità a un sistema produttivo già messo a dura prova; e se CNA Piemonte aveva già sollevato il problema dei rincari legati alla fine del taglio delle accise e alle tensioni internazionali, oggi il Codacons aggiunge un tassello importante, fornendo una mappa dettagliata dei distributori più cari, che può aiutare i consumatori a orientarsi in un mercato sempre più difficile.

L'impatto sui consumi e le ricadute economiche

L'impennata dei prezzi alla pompa non rappresenta soltanto un costo aggiuntivo per chi deve recarsi al lavoro o per le famiglie che si apprestano a partire per le vacanze, ma si configura come una vera e propria "tassa occulta" che erode il potere d'acquisto degli italiani, e che per una famiglia media che utilizza l'auto per gli spostamenti quotidiani può tradursi in un esborso extra che oscilla tra i 300 e i 500 euro all'anno, a seconda del chilometraggio e del tipo di veicolo.

L'associazione dei consumatori ha diffuso anche una guida pratica con dieci consigli per risparmiare fino al 25% sulla spesa per i rifornimenti, suggerendo, tra le altre cose, di confrontare i prezzi esposti, di fare rifornimento negli orari meno caldi, di evitare di viaggiare con il serbatoio quasi vuoto, di mantenere una guida regolare e di controllare la pressione degli pneumatici, per ridurre i consumi e limitare l'impatto economico di questi rincari.

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