L'intesa Ue-Cina sulle auto ibride spinge le Borse europee. Stellantis e Renault in rialzo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La seduta di lunedì sui listini europei ha premiato il comparto automobilistico dopo l'intesa raggiunta tra Unione europea e Cina per limitare le importazioni di auto ibride cinesi nel Vecchio Continente. Stellantis si è messa in luce a Piazza Affari, dove ha guadagnato oltre due punti percentuali, e a Parigi, dove si è contesa le prime posizioni con Renault. A Francoforte, invece, si sono mostrati più cauti i titoli tedeschi, con Volkswagen, Bmw e Mercedes Benz in rialzo ma con margini più contenuti rispetto ai cugini francesi e italiani.

I termini dell'accordo raggiunto a Pechino

L'intesa è stata definita al termine di tre mesi di trattative tra il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, e il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao, durante l'incontro tenutosi a Pechino l'8 e il 9 ottobre. Secondo quanto confermato da fonti europee, il tetto massimo sarà fissato a 350.000 unità all'anno per le auto ibride prodotte in Cina, con una quota di adeguamento annuale del 6% a partire dal secondo anno di applicazione.

La misura, che dovrebbe entrare in vigore dal primo dicembre e avere una durata di quattro anni, si applicherà alle vetture prodotte nel Paese asiatico indipendentemente dal marchio, con l'obiettivo dichiarato di ridurre di oltre la metà le esportazioni attuali.

L'impatto sui produttori europei e le reazioni del mercato

Gli analisti di Equita hanno commentato l'accordo definendolo positivo per i produttori europei, poiché agisce su una quota di mercato conquistata dai costruttori cinesi nel segmento delle ibride che, sebbene stimata poco superiore al 5% del mercato totale, risulta in forte crescita.

Banca Akros ha evidenziato come Stellantis appaia in una posizione relativamente vantaggiosa rispetto ai concorrenti, in quanto i veicoli Leapmotor prodotti localmente dovrebbero essere esentati dalle restrizioni proposte, beneficiando al contempo di una minore pressione competitiva derivante dalle importazioni cinesi. L'amministratore delegato di Renault, François Provost, ha definito l'intesa un primo traguardo importante, aggiungendo che senza un accordo si sarebbe profilata una guerra commerciale con la Cina, una situazione in cui tutti avrebbero perso.

Il contesto commerciale e le prospettive del negoziato

L'accordo giunge in un momento in cui il deficit commerciale dell'Unione europea nei confronti della Cina ha superato il miliardo di euro al giorno, mentre le importazioni di ibride plug-in sono aumentate dell'86% nell'anno fino a settembre, con prezzi in calo del 20% e oltre la metà proveniente dal gigante asiatico.

Le due parti hanno inoltre concordato che la Cina ridurrà i dazi all'importazione su circa 4 miliardi di euro di esportazioni europee, tra cui componenti auto, olio d'oliva e calzature, e che verranno semplificate le licenze di esportazione cinesi per le terre rare e i magneti permanenti. Il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha dichiarato che la Cina non è la causa principale dei problemi dell'Unione europea, ma un partner nella loro risoluzione. I leader europei discuteranno i risultati raggiunti in occasione di un vertice a Bruxelles previsto per giovedì prossimo.

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