Caldo record in Francia, 30% di morti durante l'afa: a Parigi il picco del 62%
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Redazione Esteri
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L'ondata di calore senza precedenti che ha investito la Francia a partire dal 22 giugno ha lasciato sul terreno un segno profondo e doloroso, traducendosi in un incremento impressionante della mortalità che, nella settimana più critica, ha raggiunto una media nazionale del 30 per cento.
Un dato che, se già di per sé appare drammatico, diventa ancora più allarmante se si osserva il dettaglio territoriale: nella sola regione parigina, dove il caldo si è abbattuto con particolare violenza sulle strutture urbane e sulle abitazioni, l'aumento dei decessi ha toccato punte del 62 per cento, configurando una vera e propria emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio il sistema di assistenza e la rete dei servizi sociali della capitale francese.
I numeri dell'Agenzia per la Sanità pubblica francese
A fornire il quadro aggiornato della situazione è stata Santé publique France, l'Agenzia per la Sanità pubblica d'Oltralpe, che ha diffuso un rapporto dettagliato sugli effetti dell'afa estrema, basato sui certificati di morte elettronici. Le cifre parlano chiaro: tra il 22 e il 28 giugno, il Paese ha registrato 2.
025 morti in più rispetto alla media stagionale, un numero che, come hanno prontamente sottolineato le autorità sanitarie, è quasi certamente destinato a salire con il completamento delle rilevazioni e l'inclusione dei dati cartacei, rendendo il bilancio attuale una fotografia parziale e per difetto di una tragedia in divenire.
L'impatto nelle case e tra gli anziani
La ministra della Salute francese, Stéphanie Rist, ha voluto puntare il dito su un aspetto spesso trascurato del fenomeno, ovvero il luogo in cui si sono consumate molte di queste perdite: le abitazioni private, dove i decessi sono aumentati del 91 per cento rispetto alla settimana precedente.
Un dato che svela il volto più crudo dell'emergenza, quello che vede le fasce più fragili della popolazione – anziani soli, persone con patologie croniche o semplicemente prive di sistemi di raffrescamento – soccombere al caldo tra le mura domestiche, in quella che avrebbe dovuto essere la loro dimensione più protetta.
I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni: l'incremento dei decessi, pur colpendo in teoria tutte le fasce d'età, si è concentrato in modo schiacciante sugli over 45, con le persone con più di 65 anni a pagare il prezzo più alto, rappresentando l'85 per cento delle vittime.
L'ondata di caldo sull'Italia e il peso delle infrastrutture
Mentre la Francia conta i suoi danni e cerca di far fronte a una crisi che ha esposto tutte le debolezze di un sistema – basti pensare che solo un quarto delle case francesi è dotato di aria condizionata, un problema strutturale aggravato dalle severe norme urbanistiche che vincolano le facciate e i tetti in zinco delle città storiche – anche l'Italia si appresta a vivere una lunga fase di caldo intenso, con un vasto anticiclone destinato a dominare incontrastato e a far schizzare le temperature ben oltre le medie stagionali. Il meteorologo Mattia Gussoni, de iLMeteo.
It, ha confermato una svolta decisa verso la stabilità atmosferica, che farà dimenticare le correnti instabili e i temporali degli ultimi giorni, proiettando il Paese in una nuova bolla di calore. Un parallelo inquietante, questo, che rimanda alla necessità di ripensare non solo i piani di prevenzione, come già fatto in Francia dopo l'estate del 2003, ma anche la progettazione urbana e la resilienza delle nostre case di fronte a un clima che cambia e che, come dimostrano i numeri, continua a fare vittime.




