Ondata di caldo da record in Italia, previsti 39 gradi e afa crescente
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Redazione Interno
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Un'altra giornata da bollino rosso si prospetta per l'Italia, con il termometro che in alcune città potrebbe toccare picchi di 39 gradi. L'anticiclone di matrice subtropicale, alimentato da aria rovente proveniente dal Mediterraneo e dall'Europa centro-occidentale, continua a tenere sotto scacco la penisola senza mostrare segni di cedimento, secondo quanto riferiscono gli esperti di.
La giornata di martedì 23 giugno si preannuncia stabile e umida fin dalle prime ore del mattino, con un caldo già percepibile, ma nel corso del pomeriggio la situazione meteo subirà un'evoluzione degna di nota: sono attesi numerosi temporali sull'arco alpino e lungo la dorsale appenninica meridionale, interessando in particolare le regioni del Lazio, l'Abruzzo e i rilievi di Sardegna e Sicilia, dove l'instabilità potrebbe portare a locali e improvvisi rovesci.
Un caldo africano che non molla la presa
Le proiezioni parlano di un'intensità del calore che si manterrà su livelli eccezionali almeno fino al prossimo fine settimana, ma è assai probabile che il clima rovente si protragga anche oltre, come ha sottolineato Fabrizio Pregliasco nella sua analisi. Il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università degli studi di Milano La Statale, nonché past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, ha voluto mettere in guardia la popolazione da un nemico subdolo che spesso viene sottovalutato: l'umidità.
Sebbene molte città italiane registreranno valori compresi tra 35 e 38 gradi, il vero disagio per i cittadini sarà dettato dall'afa e dalla percezione di una temperatura molto più elevata rispetto a quella segnata dal termometro, un fattore che rende il caldo afoso particolarmente insidioso per la salute pubblica.
I provvedimenti delle Regioni per tutelare i lavoratori
In risposta all'emergenza termica, diverse amministrazioni regionali hanno già messo in campo misure restrittive per salvaguardare la salute dei lavoratori impiegati in settori particolarmente esposti alle alte temperature. L'Emilia-Romagna, con un'ordinanza entrata in vigore il 3 giugno, ha imposto il divieto di svolgere attività all'aperto nelle fasce orarie comprese tra le 12.30 e le 16.00 per quelle giornate in cui il sistema di monitoraggio Worklimate classifica il rischio come "alto".
Il provvedimento, che interessa in modo specifico i comparti dell'agricoltura, dell'edilizia, delle cave e dei piazzali logistici, offre ai cantieri la possibilità di anticipare o posticipare di un'ora l'inizio e la fine delle lavorazioni, cercando così di evitare le ore più calde. Ai datori di lavoro, inoltre, viene richiesto di rimodulare i turni e di adottare tutte le misure di prevenzione del caso, con un occhio di riguardo particolare per i rider, che rappresentano una categoria esposta a condizioni climatiche spesso proibitive.
Bollino rosso in espansione, città a rischio
Secondo gli ultimi bollettini diffusi dal ministero della Salute, la morsa del caldo sta via via stringendosi su un numero crescente di centri urbani: si passerà dalle 12 città segnalate con bollino rosso nella giornata di lunedì 22 giugno, alle 15 di martedì, per arrivare a quota 16 entro mercoledì 24 giugno. Un aumento progressivo che testimonia l'intensità e la persistenza di questa ondata di calore, che sta interessando non solo l'Italia ma gran parte del continente europeo.
L'attenzione rimane alta anche perché le temperature, seppur elevate, rappresentano solo una parte del problema: l'afa e la scarsa ventilazione contribuiscono a rendere l'aria irrespirabile, rendendo ancora più difficile affrontare le ore più calde della giornata, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.




