Gliflozine in farmacia senza piano terapeutico, diabetologi: "Più accesso e aderenza alle cure"
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Redazione Salute
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La decisione dell’Aifa di liberalizzare la prescrizione delle gliflozine, farmaci utilizzati nel trattamento del diabete mellito di tipo 2, segna una svolta significativa per milioni di pazienti. Dal 19 luglio, infatti, non sarà più necessario il piano terapeutico per accedere a questi medicinali, che potranno essere ritirati in farmacia con una semplice ricetta ripetibile. Un cambiamento che, secondo gli specialisti, non solo riduce gli ostacoli burocratici ma riconosce l’efficacia di queste terapie nel prevenire complicanze cardiovascolari e renali.
Le gliflozine, introdotte in Italia nel 2016, appartengono alla classe degli inibitori del SGLT2 e hanno dimostrato di essere efficaci non solo nel controllo glicemico ma anche nella riduzione del rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco e nel rallentamento della progressione della malattia renale cronica. L’aggiornamento della Nota 100, che regola la prescrizione dei farmaci antidiabete, elimina inoltre l’obbligo della scheda di valutazione specialistica, affidando ai medici di medicina generale la possibilità di prescrivere anche associazioni fisse o estemporanee di principi attivi. Restano invece vincolati al piano terapeutico gli agonisti del GLP1 e i doppi agonisti GIP/GLP1, la cui dispensazione rimane sotto controllo più stringente.
"Quella delle gliflozine è una riclassificazione che va nella direzione di una medicina più semplice e vicina ai pazienti", sottolineano i diabetologi. La distribuzione diretta nelle farmacie territoriali, senza passaggi aggiuntivi, potrebbe migliorare l’aderenza alle cure, soprattutto per chi vive in aree con minore accesso ai centri specialistici. Un vantaggio non solo clinico ma anche economico, considerando che la semplificazione potrebbe ridurre i costi legati a ritardi terapeutici e complicanze evitabili.




