Papa Francesco: miglioramenti nei valori, ma rinuncia all'Angelus

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio presso il Policlinico Gemelli di Roma a causa di un’infezione alle vie respiratorie, ha trascorso una notte tranquilla, senza episodi febbrili, come confermato dal portavoce vaticano Matteo Bruni. Gli esami di laboratorio effettuati nella giornata di oggi hanno evidenziato un miglioramento di alcuni parametri clinici, sebbene l’infezione sia ancora in corso. La terapia, inizialmente impostata per contrastare i sintomi, è stata lievemente modificata in base ai riscontri microbiologici più recenti, con l’obiettivo di accelerare il processo di guarigione.

Nonostante i progressi, il Pontefice non guiderà la preghiera dell’Angelus di domenica 16 febbraio, rispettando la prescrizione medica di "riposo assoluto". Al suo posto, verrà diffuso un testo, scelto per mantenere il legame con i fedeli senza compromettere il recupero. Bruni ha sottolineato che, sebbene il Papa non abbia più la febbre, la sua voce non è ancora sufficientemente stabile per affrontare un impegno pubblico.

Intanto, in Vaticano, si è svolto il pellegrinaggio giubilare della diocesi di Viterbo, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti ecclesiastici. Tra questi, il cardinale Fortunato Frezza, il vescovo Orazio Francesco Piazza e l’arcivescovo Fabio Fabene, oltre al vescovo emerito Lino Fumagalli. La giornata è stata caratterizzata dal passaggio attraverso la Porta Santa e dalla celebrazione eucaristica in basilica Vaticana, momenti che hanno riunito i fedeli in un contesto di spiritualità e condivisione.

Il ricovero di Papa Francesco, sebbene non allarmante, ha richiamato l’attenzione sulla sua salute, già oggetto di preoccupazione negli ultimi anni. L’infezione respiratoria, che lo ha costretto a rimandare impegni istituzionali, è stata gestita con prudenza dal team medico, che ha preferito adottare un approccio cauto per evitare complicazioni. La decisione di rinunciare all’Angelus, pur rappresentando una scelta dettata dalle circostanze, riflette l’attenzione del Pontefice verso il proprio benessere fisico, indispensabile per continuare a svolgere il suo ministero.

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