Arcangelo Correra morto a Napoli, non convalidato il fermo ma Renato Caiafa resta in carcere per la pistola
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli non ha convalidato il fermo di Renato Caiafa, il diciannovenne che, nella notte tra venerdì e sabato, avrebbe ucciso, sparando mentre maneggiava una pistola calibro 9x21, il cugino Arcangelo Correra in piazzetta Sedil Capuano. La decisione del giudice si basa sulla "mancanza dei presupposti di legge e di pericolo di fuga". Tuttavia, Renato Caiafa resta in carcere, poiché è stata applicata la misura della custodia cautelare per il reato di porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione.
Renato Caiafa ha confermato la sua versione dei fatti, dichiarando che il colpo di pistola è partito per errore mentre i ragazzi si passavano l'arma di mano. Durante l'interrogatorio di convalida del fermo, Caiafa ha raccontato che lui, Arcangelo e un altro amico avevano trascorso la serata a Chiaia, nella zona dei baretti, e che, rientrando verso casa attorno alle 4:30, avevano notato la pistola appoggiata sulla ruota di un'auto. Appena l'ha impugnata, è partito il colpo che ha ucciso Arcangelo.
L'udienza di convalida del fermo si è tenuta questa mattina nel carcere di Poggioreale, dove Caiafa è attualmente detenuto. L'avvocato di Renato Caiafa ha ribadito che si è trattato di un incidente, sottolineando che il giovane non aveva intenzione di uccidere il cugino. Le ultime parole di Arcangelo Correra a Renato Caiafa, "Rena' non mi lasciare", aggiungono un ulteriore elemento di drammaticità a questa tragica vicenda.
La Procura di Napoli ha emesso il fermo nei confronti di Renato Caiafa per i reati di porto e detenzione abusiva di arma e ricettazione.




