Omicidio Arcangelo Correra, la confessione di Renato Caiafa
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Redazione Interno
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Nella notte tra venerdì e sabato, in via Tribunali a Napoli, si è consumata una tragedia che ha visto la morte del diciottenne Arcangelo Correra, colpito alla testa da un proiettile. Renato Benedetto Caiafa, diciannovenne, ha confessato di essere l'autore dello sparo fatale, dichiarando che il colpo è partito accidentalmente mentre maneggiava una pistola trovata sotto un'auto. La confessione è avvenuta davanti al pubblico ministero Ciro Capasso, durante un lungo interrogatorio che ha portato al fermo del giovane con l'accusa di detenzione e ricettazione di arma da fuoco.
Renato Caiafa, in lacrime, ha raccontato di aver trovato l'arma per strada e di averla presa in mano senza intenzione di fare del male. La pistola, appoggiata su una macchina, ha sparato due colpi, uno dei quali ha colpito mortalmente Correra. I due giovani, inizialmente descritti come cugini, erano in realtà amici e parenti alla lontana, un legame che Caiafa ha cercato di enfatizzare per spiegare la vicinanza con la vittima.
La madre di Renato, Anna Elia, ha espresso il suo dolore e la sua solidarietà nei confronti di Antonella, madre di Arcangelo, ricordando come anche lei abbia perso un figlio e il marito in circostanze tragiche. Luigi Caiafa, fratello di Renato, era stato ucciso nel 2020 durante una rapina con una pistola giocattolo, mentre il padre, Ciro, era morto in via Sedil Capuano sotto gli occhi della famiglia.
La vicenda ha sollevato preoccupazioni sulla diffusione delle armi a Napoli, con Anna Elia che ha chiesto allo Stato di intervenire per proteggere i giovani della città.




