Omicidio di Arcangelo Correra a Napoli
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Redazione Interno
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La tragica vicenda di Arcangelo Correra, il giovane diciottenne ucciso a Napoli, continua a destare sconcerto e interrogativi. La mattina del 9 novembre, in via dei Tribunali, angolo piazzetta Sedil Capuano, un colpo di pistola calibro 9X21, partito accidentalmente dalle mani del cugino e amico Renato Benedetto Caiafa, ha posto fine alla vita del ragazzo. Tuttavia, le indagini hanno rivelato dettagli inquietanti che complicano ulteriormente il quadro.
La pistola utilizzata, una clandestina con la matricola abrasa, è stata modificata per sparare fino a 26 proiettili, un fatto che solleva domande sulla sua provenienza e sul motivo per cui si trovasse nelle mani di un diciannovenne. Inoltre, sul luogo del delitto è stato rinvenuto un bossolo di calibro diverso, un elemento che aggiunge un ulteriore strato di mistero alla vicenda. La Polizia Scientifica ha sequestrato il proiettile inesploso, trovato a terra nel punto esatto in cui Arcangelo è stato colpito, e sta cercando di determinarne l'origine.
Renato Caiafa, attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale, ha ammesso di aver sparato per errore mentre maneggiava l'arma. Questa mattina, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari di Napoli per l'interrogatorio di garanzia, un passaggio cruciale che prelude alla convalida dell'arresto emesso dalla Procura. Gli amici di Arcangelo, nel frattempo, hanno deciso di onorare la sua memoria sistemando una sua foto nella cappella votiva del palazzo di piazzetta Sedil Capuano, dove è avvenuto il tragico incidente.
Le indagini proseguono, con gli inquirenti che cercano di fare luce su tutti gli aspetti oscuri di questa drammatica vicenda.




