Venezia, il cinema internazionale chiede alla Biennale una presa di posizione per Gaza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Cresce, superando le milleduecento unità, il numero delle adesioni all’appello lanciato dal collettivo Venice4Palestine alla vigilia dell’inaugurazione della 82esima Mostra del Cinema, che aprirà i battenti il prossimo 27 agosto. L’iniziativa, che vede coinvolti nomi illustri del panorama cinematografico come Carlo Verdone e Miriam Leone, si è concretizzata in una lettera aperta indirizzata non solo alla Biennale e alla Mostra, ma anche alle sezioni indipendenti delle Giornate degli Autori e della Settimana della Critica.

Nella missiva, i firmatari – centinaia di registi, attori e filmmaker – esortano le istituzioni culturali a una presa di posizione più netta e coraggiosa, definendo «genocidio» e «pulizia etnica» le operazioni condotte dall’esercito israeliano a Gaza e in tutta la Palestina. Una scelta lessicale forte e inequivocabile, la loro, che mira a scuotere le coscienze di un ambiente, quello dell’arte e dello spettacolo, spesso accusato di un eccessivo silenzio.

La richiesta specifica, oltre alla condanna pubblica, include anche un’azione diretta verso alcuni invitati. Il collettivo chiede infatti che venga ritirato l’invito ad artisti come Gal Gadot e Gerard Butler, ritenuti sostenitori pubblici dell’operato di Israele, affinché il loro posto sul red carpet venga invece concesso a una delegazione che possa sfilare esibendo la bandiera palestinese. Si tratta di una mossa simbolica dal potente impatto mediatico, che punta a ribaltare la narrazione dominante

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.