Autovelox illegali, una questione di legalità e sicurezza
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Redazione Interno
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La questione degli autovelox illegali ha raggiunto un punto critico in Italia. L'Associazione per la migliore tutela ha presentato esposti in Procura, puntando il dito contro sindaci, prefetti, forze dell'ordine e magistrati. Il caso del rilevatore di velocità nella tangenziale di Treviso ha acceso la miccia, portando alla denuncia contro i produttori dell'apparecchio e le varie autorità per "condotte omissive perpetrate a danno della collettività".
Il ricorso alle più alte cariche dello Stato
L'esposto è già arrivato sulle scrivanie delle più alte cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni, passando per i presidenti di Corte Costituzionale e Cassazione. Tuttavia, il ricorso per le multe autovelox sembra convenire solo a chi ha commesso infrazioni gravi. Altrimenti, avere ragione potrebbe costare molto più della sanzione da pagare.
La sentenza della Corte di Cassazione
Se si legge con attenzione l'ordinanza della Corte di Cassazione del 18 aprile, si nota che la sanzione basata su apparecchiature autovelox è stata ritenuta illegittima perché non omologate come prevedeva invece la legge. Questo particolare rischia di spegnere l'entusiasmo delle prime ore dei tartassati dalle multe per l'eccesso di velocità su strade e autostrade.
La multa verrà tolta: una notizia che fa sperare gli automobilisti
Una notizia che sta mandando gli automobilisti al settimo cielo: sono salvi in tantissimi, in questo modo la multa verrà tolta. Quando si parla di autovelox, bisogna prestare sempre grande attenzione a due aspetti: il primo riguarda senza dubbio l'importanza di uno strumento nato per tutelare in prima linea i guidatori stessi attraverso una regolamentazione coercitiva di quelli che sono i limiti di velocità.




