Ruvo di Puglia piange Anna Lobosco, la vicesindaca stroncata da una polmonite
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Redazione Interno
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La scomparsa di Anna Lobosco, venuta a mancare all’età di 66 anni nella sua abitazione, ha gettato nello sgomento la città di Ruvo di Puglia, dove rivestiva il ruolo di vicesindaca e assessora. Un epilogo giunto in modo del tutto inaspettato, poco dopo il suo rientro dall’ospedale dove era in cura, che ha interrotto bruscamente un percorso di servizio alle istituzioni durato decenni, caratterizzato da una dedizione totale e da una competenza ampiamente riconosciuta. La polmonite, che ne ha stroncato le forze, ha spento una figura che, pur nel breve periodo trascorso nella nuova carica amministrativa locale, aveva già impresso una direzione chiara ai dossier a lei affidati, dimostrando una preparazione approfondita e una rara abilità nel districarsi tra le complessità degli incarichi ricevuti.
Una carriera al servizio delle istituzioni
Laureata in Scienze politiche, Anna Lobosco aveva costruito la sua esperienza professionale ricoprendo per anni incarichi apicali all’interno della Regione Puglia, dove la sua figura era unanimemente associata a competenza e disponibilità. Il suo cursus honorum, che l’aveva vista guidare con perizia il settore della Formazione professionale, aveva conosciuto un significativo riconoscimento tra il 2021 e il 2024, quando le fu affidato l’incarico di segretaria generale della Giunta regionale, un ruolo di grande responsabilità che aveva gestito con il consueto rigore. La sua militanza politica e il suo impegno civile, tuttavia, affondavano le radici nel territorio natio: già consigliera comunale a Ruvo dal 1985 al 1990, aveva fatto ritorno in prima linea nell’amministrazione locale lo scorso maggio, quando il sindaco Pasquale Chieco le conferì le deleghe al Turismo, al Lavoro e alla Valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, nominandola contemporaneamente vicesindaca.
Il cordoglio e il ricordo di una passione civile
Il primo cittadino, esprimendo un commosso ricordo, ha sottolineato come la dottoressa Lobosco fosse “una donna eccezionale per umanità e intelligenza”, animata da una forte passione civile e da un profondo rispetto per le istituzioni che ha servito “con onore e dedizione”. Le sue parole, che annunciano anche la proclamazione del lutto cittadino, restituiscono l’immagine di una persona che ha saputo coniugare una solida preparazione tecnica a una schietta umanità, qualità che le avevano garantito la stima di colleghi e collaboratori in ogni ambito in cui ha operato. Quel poco tempo che ha avuto a disposizione nel nuovo ruolo, come rilevato dallo stesso sindaco, è stato sufficiente a dimostrare la concretezza del suo approccio e la serietà del suo impegno, elementi che rendono la sua perdita ancor più dolorosa per l’intera collettività.
Il vuoto lasciato da una dirigente esperta
La prematura scomparsa di Anna Lobosco rappresenta una grave perdita non solo per la città di Ruvo, privata all’improvviso di una delle sue figure di riferimento più preparate, ma più in generale per il tessuto istituzionale pugliese, al quale aveva offerto il suo contributo in ruoli di crescente responsabilità. La sua esperienza, maturata in anni di servizio nella pubblica amministrazione regionale, costituiva un patrimonio di conoscenze e di relazioni che si era prontamente messo a disposizione del governo locale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio e le opportunità del territorio. La sua assenza lascia un vuoto difficilmente colmabile, interrompendo progetti e percorsi che si erano appena avviati sotto la sua attenta regia, e costringendo a fare i conti con la fragilità di un destino che ha voluto interrompere un cammino ancora ricco di potenziale e di idee.




