Mattarella a Monaco, l'appello per un Mediterraneo di civiltà e il multilateralismo da garantire

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sergio Mattarella ha chiuso la sua visita di Stato nel Principato di Monaco con un appello che intreccia il destino del Mediterraneo e l'architettura delle relazioni internazionali. «Il Principe ed io desideriamo che il Mediterraneo torni a essere un mare di civiltà e di unione e non un mare attraversato da crisi umanitarie particolarmente gravi», ha dichiarato il Capo dello Stato al termine dei due giorni nel Principato, costantemente accompagnato da Alberto II e dalla moglie Charlène.

La prima volta di un presidente italiano a Montecarlo

Quella di Mattarella è stata la prima visita di Stato di un presidente della Repubblica italiana nel Principato, un evento che ha avuto luogo venerdì 2 e sabato 3 ottobre. Il Capo dello Stato, accompagnato dalla figlia Laura, è stato accolto nel cortile d'onore del Palazzo dei Principi da Alberto II e da Charlène, con gli onori militari, l'esecuzione degli inni nazionali e la presentazione delle delegazioni ufficiali.

Nel Salone di Famiglia, Mattarella e il Principe hanno avuto un colloquio privato prima di raggiungere le rispettive delegazioni per un incontro allargato.

Il multilateralismo come bussola delle relazioni internazionali

Nel corso delle dichiarazioni alla stampa con Alberto II, il presidente della Repubblica ha posto l'accento sulla necessità di preservare i meccanismi di cooperazione internazionale. «Abbiamo registrato la nostra comune convinzione della indispensabilità del multilateralismo e delle sue forme, che vanno garantite per una corretta, positiva modalità di relazione nella vita internazionale», ha affermato Mattarella.

Il Capo dello Stato ha poi aggiunto che i colloqui con il sovrano monegasco hanno toccato «i tanti problemi che vi sono in questo momento nella vita internazionale», registrando «una costante e piena sintonia e convergenza ispirate ai valori della pace, della libertà, della dignità di ogni Stato, della pari dignità di ogni Stato e della tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani».

Il riconoscimento ai Siti Storici Grimaldi

Nel corso della visita, Mattarella ha elogiato per due volte il progetto dei Siti Storici Grimaldi, la rete che riunisce i territori legati alla dinastia monegasca. Il primo riferimento è arrivato durante la Cena di Stato a Palazzo dei Principi, il secondo nella mattinata di sabato al Museo Oceanografico. «Non ci aspettavamo che il progetto fosse stato portato all'attenzione del Presidente della Repubblica», ha commentato Fulvio Gazzola, presidente dell'Associazione italiana dei Siti Storici Grimaldi e sindaco di Dolceacqua.

Gazzola ha avuto modo di illustrare direttamente a Mattarella, su invito del Principe, il valore dell'iniziativa che coinvolge 56 Comuni italiani, sottolineando come per le realtà di piccole dimensioni «poter contare sull'attenzione e sulla presenza del Principe Alberto II rappresenta un'opportunità straordinaria di visibilità e valorizzazione».

Una rete che affonda le radici nel Duecento

Il legame tra l'Italia e la famiglia Grimaldi ha origini remote. Fu l'8 gennaio del 1297 che il nobile genovese Francesco Grimaldi diede inizio alla dinastia monegasca conquistando la Rocca travestito da frate francescano. I rapporti diplomatici formali tra i due Stati risalgono invece al 1875, come ha ricordato lo stesso Alberto II in un'intervista alla vigilia della visita.

L'associazione dei Siti Storici Grimaldi è stata istituita nel 2015 per riunire i Comuni francesi e italiani che nella loro storia hanno avuto un rapporto con la famiglia Grimaldi; la sezione italiana, presieduta onorariamente dallo stesso Principe, è nata nel 2021 da un nucleo iniziale di diciotto Comuni.

Le tappe della visita e la presenza italiana nel Principato

La giornata di venerdì è proseguita all'Opéra di Monte Carlo, dove Mattarella e la figlia Laura, insieme ai Principi, hanno assistito a uno spettacolo lirico della mezzosoprano Cecilia Bartoli. Al termine del concerto si è tenuto nella Sala del Trono il pranzo ufficiale offerto da Alberto II in onore dell'ospite. Nella mattinata di sabato, prima della visita al Museo Oceanografico, il Capo dello Stato ha incontrato il personale dell'Ambasciata d'Italia e una rappresentanza della collettività italiana nel Principato.

La presenza italiana a Monaco è storicamente radicata: oltre il 60% dei monegaschi ha radici italiane, secondo quanto dichiarato dal sovrano. Durante i colloqui sono stati affrontati anche temi di cooperazione bilaterale che spaziano dal telelavoro per i frontalieri all'accesso alle cure nel Principato per i cittadini liguri, fino all'ammodernamento degli accordi aerei del 1989.

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