Mattarella e il Papa al Quirinale: il multilateralismo unica risposta ai tempi bui
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Redazione Interno
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In un periodo storico segnato da conflitti e crisi umanitarie, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Pontefice nella sua prima visita di Stato, ha indicato nel multilateralismo e nel dialogo l'unica strada percorribile per disinnescare le tensioni internazionali. Mattarella, richiamandosi esplicitamente al magistero dei Papi, a partire dal storico messaggio di Pio XII nel Natale del 1944, ha sottolineato come l'ordine democratico si fondi sull'unità del genere umano, un principio da cui "deriva l'avvenire della pace". Un appello, questo, a bandire per sempre la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, che trova nel Pontefice un "nuovo instancabile messaggero", come dimostrato dal suo primo intervento dalla Loggia delle Benedizioni.
La soluzione per il conflitto israelo-palestinese
In un mondo che appare costantemente in bilico, dove persino la pace in Medioriente sembra un traguardo lontano, il Capo dello Stato ha rivendato con forza la necessità di riscoprire il metodo del rispetto tra i popoli e del diritto internazionale. Abbandonando una politica che divide e alza i toni, ha affermato, si deve perseguire il modello dell'integrazione europea e dei solidi rapporti tra Italia e Santa Sede. In questo quadro, Mattarella ha citato senza ambiguità la soluzione dei 'due popoli-due stati' come via maestra per porre fine al lungo e sanguinoso conflitto israelo-palestinese, auspicando un ritorno a quel dialogo che animò i Padri Costituenti.
Il rischio di un'assuefazione alle sofferenze
Oltre a delineare le prospettive politiche, il Presidente ha lanciato un monito sulla condizione psicologica dell'opinione pubblica mondiale. Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, ha osservato, rappresentano soltanto i due scenari bellici principali e più vicini a noi, mentre il numero complessivo dei conflitti e delle crisi umanitarie è di gran lunga superiore. Di fronte a tanta efferatezza e dolore, un pericolo da non sottovalutare è che, accanto a chi si sente chiamato a costruire la pace, una parte della società civile finisca per sviluppare una sorta di assuefazione, dove la sofferenza di milioni di esseri umani non riesce più a scuotere le coscienze.
I principi di giustizia e cooperazione
La visita, che ha voluto suggellare il legame imprescindibile tra la Santa Sede e l'Italia, si è configurata come un gesto di omaggio dell'intera nazione al Pontefice. Nel corso dell'incontro, al centro del dibattito sono stati posti i temi della pace e della cooperazione internazionale. Il Pontefice, da parte sua, ha esortato a coltivare e a promuovere con costanza i principi di giustizia, di equità e di collaborazione tra le nazioni, indicando in questi valori la base per un avvenire più stabile e sereno per tutti i popoli.
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